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Intervista #6 – Mya McKenzie

Benvenuti e BENTORNATI Isolani nella rubrica del venerdì con le interviste ai nostri coraggiosi amici autori.

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Oggi torniamo con un nuovo appuntamento scoppiettante per fare quattro chiacchiere con una nuova amica 😉 Perchè proseguire bene questo Febbraio d’amore ci siamo accaparrate un’intervista speciale per voi… pronti?

MYA MCKENZIE

Ciao Mya, benvenuta sull’Isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo… 😉

Chi sei? Ciao, sono Mya, ho quasi 40 anni, sono veneta e amo scrivere.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sono uno, nessuno e centomila. Il che significa che sono mamma, moglie, figlia, amica, lavoratrice, lettrice, autrice rosa… e che non sempre riesco a barcamenarmi tra tutte queste identità. Ogni tanto ne perdo una per strada…

La tua paura più grande in questo momento qual è? Andare avanti nell’intervista e scoprire domande impertinenti a cui sarò costretta a rispondere in ogni caso.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Per questa sono preparata. Ho scritto un romanzo sui colori tempo fa, per cui ho fatto una ricerca sul significato di ognuno. Direi quindi un bel blu: gentile, ingenuo, sensibile, fedele…

un profumo: Un aroma fruttato, direi… pesca

un fiore:  L’iris, è blu, semplice ma sofisticato, si differenzia notevolmente rispetto la massa (anche se non tutti comprendono la bellezza dell’essere diverso)

un animale: Adoro il cavallo, elegante, possente, fedele. Peccato non mi rappresenti per niente! Assomiglio di più a un orso: protettivo, un po’ burbero, per niente aggraziato, un po’ pigro, che ama stare al calduccio e che andrebbe volentieri in letargo.

un luogo: New York, sempre in movimento, sempre con mille cose da fare, senza il tempo per riflettere su cosa sia davvero importante.

un libro: Credo proprio debba ancora essere scritto e temo nessuno sia così pazzo da cimentarsi in questo rompicapo

una canzone: in questo momento… “Under pressure”, Queen. Ma di solito sono una ballata dolce, tipo… “Thank You For Loving Me”, Bon Jovi

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sì, è successo. Non entro nei dettagli della mia vita privata, ma sono riuscita a venirne fuori soltanto dedicando più tempo a me stessa. È stato in quel frangente che ho ripreso a scrivere e da allora non ho più smesso. Si potrebbe dire che la scrittura mi ha salvata.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Tantissimo. Cerco di mettere la famiglia al primo posto, per cui scrivo di notte, qualche volta nei weekend, mentre i bambini sono impegnati in altre attività e non hanno bisogno di me. Tutto il resto viene dopo.

Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? I bambini mi prendono in giro, è buffo sentirli pronunciare lo pseudonimo che ho scelto. È stato mio marito a incoraggiarmi a prendere la strada del self, ma credo che se ne sia pentito… abbiamo meno tempo per stare insieme e a volte sono un tantino distratta.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Andrei ai tempi delle superiori e la costringerei ad impararsi per bene l’inglese, magari le ordinerei di convincere i suoi a mandarla all’estero per un po’. Così adesso sarei in grado di tradurmi i romanzi da sola.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Diversi hanno dichiarato che i miei romanzi sono molto psicologici, nel senso che lascio ai protagonisti tutto il tempo per riflettere sulle proprie emozioni e trasmetterle al lettore. Questo forse toglie un po’ di dinamicità alla storia, ma secondo il mio punto di vista l’arricchisce. Quindi diciamo che, rispetto ai romanzi di successo che svettano nelle classifiche in questi ultimi due anni, direi che do meno importanza ai tecnicismi erotici e più spazio alle sensazioni.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Nei miei lavori non c’è soltanto un incontro e lo sviluppo di una semplice storia d’amore tra due persone. Mi piacciono le sfide, per cui c’è sempre qualche intoppo. A volte faccio compiere ai miei personaggi dei giri complessi e tortuosi, li spingo a scegliere il percorso più difficile e meno scontato… così per loro, e spero anche per il lettore, il premio finale sarà più sentito e apprezzato.

Dopo aver pubblicato Ghost Love, che progetti hai? Essendo una trilogia, sarò impegnata fino all’estate nella promozione e pubblicazione dei restanti due volumi. Poi avrò l’imbarazzo della scelta: ho un romanzo da rispolverare, 3 o 4 ancora da iniziare, mi stuzzica anche l’idea di creare uno spin-off. Vediamo, magari mi prendo un periodo di pausa.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sono anche lettrice, sì. Preferisco prendere il rosa a piccole dosi, quando non scrivo i miei romanzi. Di solito, per svagarmi, mi butto sul giallo o sul thriller. Dean Koontz, Michael Connelly, Lee Child sono i miei preferiti.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Un solo libro ho riletto più di una volta, penso di averlo sfogliato almeno in una decina di occasioni. Era un libro per ragazzi che mi è stato regalato per il compleanno. È stato, credo, il primo romanzo che ho letto, di certo il primo rosa della mia vita. Adesso che sono cresciuta, preferisco non restare ancorata a un romanzo in particolare. Per quanto un libro mi abbia emozionato, rileggerlo significherebbe portare via tempo e spazio a nuove storie, quindi preferisco cambiare.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Prima di incoraggiarlo controllerei per benino il livello di passione che ha per la scrittura. Se è soltanto per togliersi lo sfizio, lo incoraggio a lasciar perdere.

Il self è un mondo difficile, crudele per certi versi. Sappiamo tutti quali sono i problemi del principale store online, siamo al corrente delle guerre intestine, delle pugnalate alla schiena, dei gruppi di acquisto, e non mi dilungo su altro. È difficile emergere, troverà sempre qualcuno che, con cattiveria gratuita, cercherà di affossarlo e spesso gli verrà voglia di abbandonare. Ma è proprio qui che entrerà in gioco la passione.

Un autore che scrive per hobby prima o poi cederà; colui che lo fa per passione e perché sa di non poter vivere senza le parole, continuerà a scrivere e a pubblicare perché, in mezzo a tante legnate, prima o poi arriva qualcuno di competente che ti farà i suoi complimenti mandandoti letteralmente in estasi e ti convincerà a insistere.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Sì, ci sto pensando. Non tanto per il genere, che sempre di rosa si tratta, ma perché è un romanzo al di fuori dei soliti canoni che uso per le mie storie. Ho un romanzo ambientato qui in Veneto, con personaggi italiani, scritto con diversi POV alternati. In pratica, è l’opposto di ciò che scrivo di solito. Chi conosce Mya sa che lei non lo scriverebbe mai, perciò… forse sì. Ma ancora non so se lo pubblicherò e, soprattutto, non so con quale pseudonimo.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Vorrei che almeno uno dei miei romanzi arrivasse al cinema, con una produzione stellare e magari Kellan Lutz a interpretare Jack Wade. Vorrei poter vivere di scrittura e quindi abbandonare il lavoro per dedicarmi soltanto alla realizzazione dei miei romanzi. Anche vincere un bel premio letterario potrebbe essere una valida idea.

Che rapporto hai con gli animali? Adoro i gatti, sono cresciuta con loro e, se non avessi un marito allergico al pelo, ne avrei di sicuro un paio per casa. Ho uno spazio aperto piuttosto ampio, starebbero benissimo da noi ed è dura spiegare a un bambino perché non può avere un cucciolo, ogni tanto l’argomento si ripropone e i bronci pure.

Il rapporto con i cani è un po’ conflittuale. Mai avuto uno, adoro i cuccioli e non so resistere al loro sguardo tenero, ma è una bella responsabilità averne uno e purtroppo non ho proprio modo di prendermi cura di loro.

Ho giusto un laghetto con diversi pesci rossi, che ci sono stati regalati, e un sacco di rane che gracidano la notte. È un rapporto impersonale, ma è il massimo che posso permettermi con tutti gli impegni che ho al momento.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Ghost Love

Genere: Romantic Suspense

Pagine: 252

Formato: digitale e cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/dp/B01N7XPHUF

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla. Direi di lasciar parlare la sinossi:

Tutti sanno chi è Jack Wade, ma nessuno lo conosce davvero.

Non gli studenti del corso di sociologia, né i colleghi che lo coprono durante le ronde notturne.

Nessuna delle ragazze che ha sedotto negli ultimi mesi e nemmeno coloro che un tempo chiamava amici.

Neppure Gwen, l’unica a cui abbia permesso di avvicinarsi tanto, è riuscita a comprendere fino in fondo la sua natura.

Dietro un sorriso affascinante e un paio di occhi cerulei, si cela una creatura inquieta, oscura come la notte più buia. Un uomo che, una volta dismessi i panni da bravo ragazzo, s’intrufola nelle vite altrui per appropriarsi dei segreti più gelosamente custoditi.

Le vittime non si accorgono del suo passaggio perché lui è come un fantasma, che entra ed esce dalle loro case in punta di piedi, senza rivelare mai la propria esistenza.

Finché, una notte, Jack non entra nell’appartamento sbagliato.

In un luogo in cui sembra che il tempo si sia fermato.

Nel posto in cui un incontro inaspettato potrebbe cambiare per sempre la sua vita.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Ghost Love? Lo spunto per l’idea è arrivata in seguito a fatti di cronaca che ho vissuto quasi in prima persona.

Siccome però sono una persona positiva e con una fervida immaginazione, ho elaborato la questione e mi sono ritrovata a pensare a questo personaggio un po’ ambiguo, oscuro ma con un buon potenziale, bugiardo ma con una coscienza.

Jack mi ha chiesto di tirare fuori la sua storia e io l’ho fatto, mettendoci anche qualcosa in più rispetto l’idea originale.

Per lui ho immaginato un passato particolare, che sta alla base di certe sue scelte e che influenza tutto il suo presente, compreso il rapporto che ha con la sua donna.

In questo primo volume ho fatto in modo che Jack affrontasse tutti i propri demoni e potesse così capire quale delle sue due metà prenderà il sopravvento sull’altra.

Com’è nato il titolo? Originariamente era soltanto Ghost, un’etichetta che si addice perfettamente al protagonista. Jack è un ladro particolare, che entra nelle vite altrui soltanto per rubare i segreti delle persone, perciò le sue vittime non hanno una percezione di lui, non si accorgono mai del suo passaggio.

In seguito mi hanno consigliato di rendere il titolo meno gotico e più “romance”, per cui l’aggiunta di Love, che esprime anche quell’amore che Jack non è mai riuscito ad afferrare, quasi come fosse impalpabile, etereo, indefinito… proprio come un fantasma.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Perché è una storia diversa dalle altre: non c’è il miliardario di successo, la donna che cade ai suoi piedi, i sadici crudeli o sanguinari.

Jack è un ragazzo qualunque, con qualche segreto in più della norma, un passato che ha plasmato il suo modo di essere. È un ladro e un bugiardo, ma è anche un uomo che, messo di fronte all’evidenza, si rende conto dei propri limiti e cerca un modo per superarli. Il personaggio è complicato e misterioso quanto la sua storia, ha una doppia faccia e, come lui, non si sa mai cosa si cela nella pagina successiva. Sarà stuzzicante cercare di comprendere Jack, perché sarà difficile trovare certezze in questo romanzo e, quanto più ci si addentrerà nella storia, sempre più domande resteranno senza risposta. Ghost Love è un romanzo di fantasia, non credo possa cambiare le persone né tanto meno il mondo. Però spero che i lettori possano tornare ad apprezzare anche le storie di un tempo, quelle che non sono infarcite di sesso, vessazioni e violenze psicologiche. Spero possa incoraggiare il pubblico a compiere un’inversione di rotta e tornare ad apprezzare il vero rosa, non l’erotico dipinto di rosa.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Ne ho pubblicati 5 prima di questo, tutti in self. Il romanzo d’esordio è stato “A walk to home“, racconta il tentativo di un marine affetto da amnesia di ritrovare le emozioni vissute prima dell’incidente che gli ha portato via sette giorni di ricordi. Poi c’è stata la trilogia dedicata a Nicholas e Sienna, che mi piace descrivere come l’evoluzione di un amore: nato a scuola, è stato portato avanti nel tempo, passando attraverso le tappe fondamentali di crescita. Infine Escape, forse il più commovente dei tre, che racconta il percorso compiuto dai protagonisti per tentare di superare i gravi limiti che hanno autoimposto alle proprie vite.

Perché proprio il genere rosa? Credo sia il più vicino a me e alla mia vita. Mi riesce più semplice immaginare un innamoramento che non un assassinio. Credo che per un buon giallo ci voglia una mente che esca dagli schemi e la mia ragiona in modo molto lineare, guidata dai sentimenti. Ghost Love è un tentativo di unire il rosa con il giallo più soft, io ne sono soddisfatta e dalle prime recensioni entusiaste, sembra sia stato apprezzato anche dal pubblico.

Il personaggio principale di Ghost Love è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Jack è un uomo ferito, confuso, ma pur sempre leale.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? C’è una canzone, che ho inserito nella Playlist, che descrive in maniera perfetta il motivo per cui Jack cerca di cambiare. Il brano è Numb, dei Linking Park. Come per la canzone, Jack si rende conto di non essere abbastanza per la propria donna e sa che dovrebbe cambiare. Ci prova, lo fa con tutte le proprie forze, ma fallisce perché voltare le spalle a se stessi non è mai la soluzione giusta. Saranno un altro evento e un’altra persona a spingerlo a liberarsi della zavorra e a comprendere quale delle sue due metà debba prendere il sopravvento sull’altra.

– Vive una storia d’amore? Beh, sì, è un rosa, quindi i sentimenti stanno alla base di tutto. Ma anche in questo caso… niente è come sembra, fino all’ultima pagina è una sorpresa continua.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Continuerebbe ad andare all’università e a infilarsi negli appartamenti altrui, perché l’unica cosa che gli interessa è trovare la risposta che cerca. Questa è la sua necessità primaria, che trascende da tutto, persino dal sesso.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Jack è un leone in gabbia. Arrabbiato, ferito, cercherebbe in tutti modi di uscire e farla pagare a coloro che l’hanno costretto in quella situazione.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Se fossi bella quanto una modella cercherebbe di rimorchiarmi con una bella frase ad effetto, ma siccome sono soltanto una qualunque credo mi ignorerebbe del tutto. In questo momento sto immaginando quelle scenette che capitano a volte quando due persone cercano di superarsi intralciandosi l’un l’altro… probabilmente finirei per inciampargli addosso. Spero riesca a prendermi al volo, non mi dispiacerebbe stare un po’ tra le sue braccia!

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Tampa? Tutti i miei romanzi hanno location americane. Per questo romanzo mi serviva uno stato affacciato sul Golfo e, siccome in Florida non avevo ancora ambientato niente, ho scelto lo Stato del Sole. Infine, poiché Miami non mi ha mai affascinato troppo, la scelta è ricaduta su Tampa.

Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Non leggo fantasy, non mi piacciono particolarmente. Se costretta posso anche guardare un film tratto da un fantasy ma parto già prevenuta nei suoi confronti e quindi è difficile che mi convinca.

Oltre a scrivere Ghost Love, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Sì, la promozione la faccio in continuazione. Ho scelto gli estratti e ho creato le card che vanno tanto di moda. Anche il booktrailer l’ho fatto io, devo dire che è la parte “creativa” che mi stimola di più. È un bell’impegno trovare la musica giusta e le immagini più appropriate, ma spesso il risultato mi sorprende. Non ho, invece, ancora provato l’esperienza del blog tour, ma sono stata ospite in un paio di gruppi dedicati ai libri e ne ho un altro in programma a fine mese. Fare promozione è impegnativo e distoglie moltissimo tempo alla scrittura, ma se vuoi che il tuo libro venga notato ci vuole anche tanta pubblicità. Una buona storia da sola non basta.

Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Vorrei esistesse una persona innamorata quanto me del romanzo, che potesse parlare al mio posto di ogni sua sfaccettatura, che navigasse tra i vari social per dimostrare la potenzialità della storia. Vorrei potesse sostituirmi in tutto e per tutto, in modo da consentirmi di concentrare tutte le energie sulla scrittura. La promozione è utile, parlare con i lettori e conoscerli è fantastico, è un’esperienza che arricchisce molto, ma non è appassionante quanto scrivere una storia d’amore.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? No, sono negata in tutto. Ho la manualità di un bradipo e la musicalità di una zanzara. Sono stonata come una campana e i disegni dei miei figli sono più bellini dei miei. Può essere che abbia messo ho messo tutto il mio genio in un’unica attività? Lo spero.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog, un sito e tre pagine facebook. Sono su pinterest e twitter, ma non mi reputo una persona molto social. Per curare tutte queste cose ci vuole tempo e non riesco purtroppo a seguirle tutte. Il blog non lo aggiorno spesso, scrivere articoli occupa molto tempo. L’idea di fondo era dare qualche informazione in più riguardo ai miei romanzi, per cui di solito inserisco post che parlano dei personaggi. Ma sinceramente il blog non ha molto seguito. Vedo che il canale preferito per comunicare con i lettori è facebook perciò è lì che canalizzo la maggior parte delle mie energie.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Dei miei romanzi sì, per forza di cose.

Li leggo e li rileggo molte volte, svolgendo quindi sia la correzione di bozze che la revisione. Per quanto riguarda l’editing, invece, mi sono resa conto che un autore non può fare editing sul proprio romanzo. Conoscere la storia nei minimi particolari, anche ogni singola frase, non consente di individuare i refusi più subdoli, per cui un occhio esterno è fondamentale.

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Ghost Love? Man mano passa il tempo, mi rendo conto di aver bisogno sempre più di figure professionali specializzate. Quindi oltre ai soliti beta reader, questa volta ho contattato un consulente esterno che mi ha dato ottimi consigli.

E-book o Cartaceo? Entrambi. Il primo per la diffusione su larga scala, il secondo per averlo sugli scaffali nella mia libreria. Personalmente, scelgo il cartaceo. In digitale leggo soltanto i miei, durante la stesura, ma non pubblico mai un romanzo senza averlo letto prima su carta.

Su cosa sei solita scrivere? Per scrivere uso esclusivamente il PC. Ho iniziato con un vecchio fisso che però mi limitava parecchio, per cui sono passata al portatile. Adesso non c’è stanza in cui non possa mettere nero su bianco i miei personaggi e le loro storie

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? No, niente musica, mi distrae. Quando scrivo dev’esserci silenzio attorno a me. Quando il vicino suona il piano mi metto i tappi. Non ho nemmeno rituali particolari, accendo il PC e scrivo, semplicemente.

Come è nata la cover? Cercavo qualcosa che esprimesse il lato tenebroso e intrigante di Jack, che facesse comprendere anche il suo background e desse un’idea del mondo dal quale proviene. Al tempo stesso, mi serviva qualcosa che richiamasse la parola portante del titolo, Ghost, per cui ecco la nebbia. Ho dato lo spunto al grafico e questo è stato il risultato. Intrigante, no?

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Pubblicherò il seguito di Ghost Love, ho già dato al grafico lo spunto per la nuova cover, ma devo ancora vederla, non sto nella pelle! Il titolo sarà “Rise of the damned”, ovvero “il riscatto del dannato”, in cui i lettori comprenderanno che tipo di persona Jack ha scelto di essere e vedranno come intende portare avanti la propria scelta. Anche qui non mancheranno i colpi di scena ma le domande, a cui tutti vorrebbero una risposta, non verranno svelate. Per quello occorrerà leggersi il capitolo finale.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Il suo sorriso riscalda quell’antro freddo e buio che è il mio cuore, la sua voce pizzica le corde delle mie emozioni componendo melodie che non pensavo di conoscere.

Per la prima volta, il passato non sta influenzando il mio presente.

Per la prima volta, sento di avere una possibilità di riscatto.

 

Grazie a voi per l’opportunità e complimenti per la scelta delle domande… tutte molto particolari e divertenti.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015