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BLOG TOUR – CRISTIANO PEDRINI

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Noi adoriamo aiutare i nostri autori e quest’oggi vi coinvolgiamo nel giro tra blog di CRISTIANO PEDRINI! Sarà un TOUR ESTIVO a cui non potete mancare! NOi siamo la quarta tappa e vi parleremo dei luoghi dov’è ambientato il romanzo!

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SCOPRIAMO INSIEME qualcosa su questo NUOVISSIMO romanzo di Cristiano

e scopriamo insieme I LUOGHI DELL’AMBIENTAZIONEthumbnail_Slide blogtour

CRISTIANO PEDRINI

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L’ISOLA DI CORENTIN

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TITOLO: L’isola di Corentin

Autore: Cristiano Pedrini

Genere: Narrativa

Numero di pagine : 174

Formato cartaceo 14×21

Formato ebook: epub/mobi e pdf

Pubblicato con Youcanprint

Sito web: www.cristianopedrini.it

Pagina Facebook: www.facebook.com/cristianopedrini.it

Link sCartaceo www.amazon.it/Lisola-Corentin-Cristiano-Pedrini/dp/8827831835

Ebook www.amazon.it/Lisola-Corentin-Cristiano-Pedrini-ebook/dp/B07DDPXWSC

***

ED ORA UN ESTRATTO DAL CAPITOLO SECONDO

L’antro del mio peggior nemico

La voce dell’anziana donna risvegliò Corentin dal lungo flashback delle sue ultime disavventure.

«Il maestro Cossé può riceverla.»

Sollevò il capo vedendola immobile accanto alla porta socchiusa.

«Avanti, si accomodi» aggiunse con un eloquente cenno della mano.

Il ragazzo si limitò ad annuire rialzandosi e avvicinandosi fino a sentire il profumo di vaniglia che emanavano i suoi vestiti.

Lo stesso che aveva anche sua nonna e che quando era piccolo sentiva quando saliva in braccio per farsi coccolare dopo aver combinato una marachella, aveva imparato ad amarlo.

Per la verità spesso combinava qualche guaio di proposito solo per starsene tra le sue braccia. Se n’era andata molti anni fa lasciando suo nonno Marcel solo in quella grande città.

«Ha cambiato idea?» gli domandò la donna.

«No, affatto» rispose prontamente decidendosi a varcare la soglia della stanza.

«Il maestro arriverà tra poco. Lo attenda qui» gli raccomandò chiudendo con delicatezza la porta alle sue spalle.

«Bene Corentin, un’altra attesa» mormorò incamminandosi al centro della grande stanza illuminata da ampie vetrate che si aprivano sulla parete di fronte.

Il pavimento, ricoperto da un parquet chiaro in parte consumato, il soffitto a volta, contribuiva a rendere quell’ambiente un atelier dove la luce naturale era la regina incontrastata coronando ogni oggetto di una particolare intensità.

Attorno a lui c’erano diversi cavalletti dove erano posate delle tele coperte da lunghi drappi di diverso colore ma c’era un particolare che le rendeva simili a delle comparse.

Corentin aveva notato che tutte erano disposte attorno ad un cavalletto molto più grande e vuoto, posizionato dinanzi ad una pedana, di forma circolare coperta da una stoffa simile a seta, di colore nero.

Si avvicinò osservando quello che dall’alto poteva apparire come un grande opale che risaltava in quell’ambiente così luminoso.

Accanto al cavalletto c’era un mobile, basso e alquanto malmesso sul cui ripiano erano riposti, in modo disordinato, ogni sorta di pennelli, tubetti di tempera e straccetti imbrattati di arcobaleni di colori.

Corentin si chinò sul mobiletto scrutandolo con attenzione prima di decidersi a spostare un lembo di stoffa. Lo sollevò notando la tavolozza nascosta sotto di esso.

La toccò timidamente con la punta del dito, ritraendolo subito come se corresse il rischio di essere azzannato, ma i suoi timori scomparvero non appena la prese tra le mani osservandola con attenzione.

I suoi occhi scivolarono sulla moltitudine di pennelli fino a che si decise a prenderne uno, molto sottile, con l’impugnatura di legno nero.

Si voltò verso il cavalletto vuoto e iniziò a muovere la mano, come se stesse dipingendo.

Posò infinite volte la punta del pennello per poi proseguire in quel gioco immaginario fino a che una voce, a lui del tutto sconosciuta lo paralizzò.

«Le persone curiose spesso sono le più prevedibili.»

Corentin sbatté contro il tavolinetto facendo cadere a terra tutto quello che vi era riposto sentendosi mancare ma non ebbe il tempo di maledire la sua cattiva stella, si inginocchiò rapidamente, sbattendo le ginocchia contro il pavimento, raccogliendo pennelli e tubetti sotto lo sguardo impassibile dell’uomo che cinse le braccia al petto scuotendo il capo.

Il suo sguardo insofferente racchiuso in quel volto tondo, scavato da profonde occhiaie che si notavano dietro quelle piccole lenti rettangolari, mise il ragazzo in apprensione mentre tratteneva con scarsi risultati una smorfia di sofferenza per le ginocchia doloranti.

«Di solito non permetto a nessuno di toccare i miei strumenti di lavoro.»

«Però dovrebbe preoccuparsi di ripulirli» si lasciò scappare Corentin osservandosi le mani sporche di pittura.

«Sul terzo ripiano c’è del diluente. Pulisciti con quello» gli rispose Flavie avvicinandosi ad una scrivania che occupava un angolo della stanza.

Corentin lo vide spostare una pila di buste gettandole in una cassa di cartone accanto al mobile.

«Come ti chiami?»

«Corentin» rispose lui terminando di ripulirsi il palmo delle mani con uno straccio.

«Età?» chiese di nuovo senza neppure guardarlo, intento a rimettere in ordine quello che era disseminato sul piano della scrivania.

«Diciannove» rispose, cercando di mascherare la smorfia dopo aver annusato le mani che ora puzzavano come non mai.

TAPPA QUATTRO

I LUOGHI DI CORENTIN

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Quando si parla di Parigi la memoria corre subito a diversi luoghi, famosi e che richiamano immediatamente questa romantica città. La torre Eiffel, il Louvre, Notre Dame, gli Champs-Élysées… Nel romanzo “L’isola di Corentin” invece l’autore ha voluto porre in risalto due luoghi diversi: la Senna e Île Saint-Louis.

La più piccola delle due isole naturali che troviamo lungo la Senna, Île Saint-Louis ha poco più di duemila abitanti e venne acquista da Luigi XIII che rimpinguò i forzieri della Chiesa (proprietaria dei terreni).

In origine quest’isola aveva un nome poco aggraziato, l’Île aux Vaches, “l’isola delle vacche”, per via dei bovini che ci pascolavano, poiché si trattava di appezzamenti erbosi e in larga parte disabitata ad eccezione di una torre di avvistamento.

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Oggi quell’isola ha cambiato nome e si chiama Île Saint-Louis ed è ancora al suo posto, sebbene sia parte integrante della grande città di Parigi. Su di essa sorgono quartieri, con i classici hotel dalle strette facciate, oltre alla chiesa di Saint-Louis en l’Île e la sede della Société Historique et Littéraire Polonaise. Deve molte delle sue caratteristiche al celebre architetto Luis Le Vau, lo stesso che progettò la famosa reggia di Versailles. Quando si iniziò ad eficiare sull’isola, per la prima volta, la maggior parte delle finestre ed i balconi dei palazzi vennero orientati all’esterno, verso le rive del fiume che offrivano una visuale inappagabile. I cortili interni apparvero perciò perlopiù stretti e i giardini quasi inesistenti, costringendo quindi i proprietari a sbizzarrirsi in ricchissimi interni.

Così oggi, i suoi ponti e le sue viuzze danno a chi visita l’isola la possibilità di brevi itinerari romantici che ci accompagnano in uno scenario d’altri tempi.

Sebbene meno nota della sua sorella più grande, Île de la Cité, è collegata da ben cinque ponti, e basta vederne qualche immagine per innamorarsi di questo luogo divenendo, come nel romanzo di Cristiano Pedrini uno scenario perfetto per una storia.

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E sulla senna, su questo fiume, il cui significato è ignoto, troviamo il “Monte Verde”, la libreria galleggiante che Corentin ha ricevuto in eredità da suo nonno Marcel. E’ stato proprio il giovane protagonista a suggerire quel nome perché gli ricordava un’immagine di un quadro dipinto da Monet che ritrasse il suo battello, allestito a studio dall’artista allo scopo di poter dipingere nel bel mezzo dell’acqua, dotato di una grande e comoda cabina dove teneva custodito il materiale per la sua attività artistica, preservandolo dalle piogge. E come il battello di Monet divenne luogo di incontri con altri artisti del calibro di Manet e Renoir, anche il “Monet Verde” di Corentin, nella pagine del romanzo, diviene il perno che permetterà al protagonista di ricostruire la sua esistenza.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015