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L’Anemone

L’ ANEMONE

Desclamer: Tutti i contenuti di queste schede sono notizie prese dal web e raccolta da me. Nulla di quello che è contenuto è di mia proprietà.

anemoneL’Anemone è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Originario del Sudafrica o del Sudamerica, comprendente anche un centinaio di specie di cui alcune spontanee dell’Europa. Viene anche chiamato Fiore del Vento per la fragilità delle sue corolle. Può raggiungere i 15 centimetri di altezza e i suoi petali variano la colorazione dal bianco al viola, dal giallo al rosso passando per l’azzurro. Predilige i luoghi ombreggiati e freschi e si moltiplica in primavera per talea o per divisione dei cespi e la fioritura ha una durata molto breve.

SIGNIFICATO: L’Anemone rappresenta il sentimento effimero (fragile) e l’abbandono, un amore tradito o una speranza mal riposta. Viene regalato quando si vuole far notare a qualcuno di essere trascurati, soprattutto in amore, ma non solo, anche un amico può usare questo fiore per dimostrare il proprio sentirsi abbandonato.

CURIOSITA’: Nella mitologia classica si narra che Anemone fosse una ninfa della corte di Flora. Un giorno Zeffiro e Borea s’innamorarono di lei, ma Flora indispettita decise di punirla tramutandola in fiore. La condanna peggiore fu che fosse destinata a schiudersi precocemente e subire i venti di tramontana Borea ancora freddi, che spargono nell’aria i suoi petali, così che all’arrivo del venticello primaverile Zefiro il fiore fosse già avvizzito. Un’altra leggenda narrata da Ovidio, dice che Adone ucciso da un cinghiale, veniva pianto da Venere che l’amava. Venere versò una sostanza magica sul sangue dell’amato da cui nacque un fiore, l’anemone. Il suo legame coi venti è testimoniato anche dall’origine del nome ànemos, dal greco vento. Gli egizi ponevano ciotole fiorite all’interno delle piramidi; mentre gli etruschi lo coltivavano intorno alle tombe. Per Plinio il Vecchio il fiore aveva virtù magiche, e raccomandava di cogliere il primo fiorito nell’anno, chiuderlo in un sacchetto rosso di tela e di portarlo vicino al cuore per scongiurare malocchio e febbre. Una leggenda cristiana invece narra che gli Anemoni rossi nacquero dal sangue caduto ai piedi della croce di Cristo.

USO: Gli anemoni sono debolmente velenosi, anche per il bestiame, a causa della presenza di protoanemonina, sostanza irritante per le mucose e per la pelle. La protoanemonina si trasforma in anemonina, innocua, con l’essiccamento.

La specie Anemone apennina è usata come pianta ornamentale a fioritura precoce per decorare i giardini con bordi fioriti; mentre le specie rizomatose vengono coltivate industrialmente anche per la produzione del fiore reciso.

Tra le specie più coltivate nei giardini citiamo l’Anemone japonica a fioritura estivo-autunnale, pianta erbacea perenne molto decorativa, con grandi fusti fioriferi di oltre 1 m, ramificati e dotati di foglie, che portano fiori di grandi dimensioni che si aprono in successione, con varietà a fiore doppio, semidoppio e semplice, di colore bianco, rosato o rosso.

Tra le specie rizomatose coltivate anche per la produzione del fiore reciso, citiamo le numerose varietà dell’Anemone coronaria, pianta molto rustica, resiste bene al freddo, con abbondante produzione di fiori semplici o doppi, di colore bianco, rosso, blu e violaceo, con foglie elegantemente frastagliate; e l’Anemone fulgens dai fiori colorati di rosso-vivo

Inoltre alcune specie di anemoni sono usate in erboristeria e in omeopatia. Nella medicina omeopatica gli anemoni vengono indicati nel caso di depressione, nella cistite, nei disturbi gastrici, nell’otite e nei disturbi del sonno.

COLTIVAZIONE: Gli Anemoni richiedono esposizione ombreggiata, suolo leggero, acido o neutro, fresco. Si moltiplica facilmente in primavera per divisione dei cespi, o per talea di radici. Per le specie rizomatose si utilizzano i piccoli rizomi tolti dal terreno durante il periodo di riposo estivo, e che dopo un periodo di riposo vengono piantati in autunno, eventualmente ricoprendo il terreno d’inverno con una pacciamatura di foglie, per fioriture all’aperto dalla fine dell’inverno (febbraio nelle regioni più calde) fino a maggio, o preferibilmente con la semina con fioriture dopo 1-2 anni, per ottenere piante più robuste e fiorifere, o per ricercare nuove varietà.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015

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