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L’oleandro

L’Oleandro

oleandro in fioreL’OleandroNerium oleander , è un arbusto sempreverde appartenente alle Apocynaceae, unica specie del genere Nerium. È forse originario dell’Asia ma è naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee e diffusamente coltivato a scopo ornamentale.

ndica cautela e attenzione ma anche bellezza e grazia.

CARATTERISTICHE: LOleandro ha un portamento arbustivo, con fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l’esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro. Le foglie, velenose come i fusti, sono glabre e coriacee, disposte a verticilli di 2/3, brevemente picciolate, con margine intero e nervatura centrale robusta e prominente. La lamina è lanceolata, acuta all’apice. I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata, disposti in cime terminali. Il calice è diviso in cinque lobi lanceolati, di colore roseo o bianco nelle forme spontanee. La corolla è tubulosa e poi suddivisa in 5 lobi, di colore variabile dal bianco al rosa e al rosso carminio. Le varietà coltivate sono a fiore doppio e sono quasi tutte profumate. L’androceo è formato da 5 stami, con filamenti saldati al tubo corollino. L’ovario è supero, formato da due carpelli pluriovulari. La fioritura è abbondante e scalare, ha inizio nei mesi di aprile o maggio e si protrae per tutta l’estate fino all’autunno. Il frutto è un follicolo fusiforme, stretto e allungato. A maturità si apre longitudinalmente lasciando fuoriuscire i semi. Il seme ha dimensione variabile ed è sormontato da una peluria disposta ad ombrello che permette al seme di essere trasportato dal vento anche per lunghe distanze.

COLTIVAZIONE E HABITATL’Oleandro è una specie termofila ed eliofila, abbastanza rustica. Trae vantaggio dall’umidità del terreno rispondendo con uno spiccato rigoglio vegetativo, tuttavia ha caratteri xerofitici dovuti alla modificazione degli stomi fogliari che gli permettono di resistere a lunghi periodi di siccità. Teme il freddo, pertanto in ambienti freddi fuori dalla sua zona fitoclimatica deve essere posto in luoghi riparati e soleggiati. Viene coltivato in tutta Italia a scopo ornamentale e spesso è usato lungo le strade perché non richiede particolari cure colturali. Nonostante il portamento cespuglioso per natura, può essere allevato ad albero per realizzare viali alberati suggestivi per la fioritura abbondante, lunga e variegata nei colori. In questo caso richiede frequenti interventi di spollonatura per rimuovere i polloni basali emessi dalla ceppaia.

L’Oleandro ha un areale piuttosto vasto che si estende nella fascia temperata calda dal Giappone al bacino del Mediterraneo. In Italia vegeta spontaneamente nella zona presso i litorali, inoltrandosi all’interno fino ai 1000 metri d’altitudine lungo i corsi d’acqua. In effetti si tratta di un elemento comune e inconfondibile della vegetazione riparia degli ambienti mediterranei, quasi sempre associato ad altre specie riparie quali l’ontano, la tamerice, l’agno casto. S’insedia sia sui suoli sabbiosi alla foce dei fiumi o lungo la loro riva, sia sui greti sassosi, formando spesso una fitta vegetazione. L’associazione vegetale riparia con una marcata presenza dell’oleandro è una particolare cenosi vegetale che prende il nome di “macchia ad oleandro e agno casto” di estensione limitata. Si tratta di una naturale prosecuzione dell’oleo-ceratonion, dal momento che le due cenosi gradano l’una verso l’altra con associazioni intermedie che vedono contemporaneamente la presenza dell’oleandro e di elementi tipici della macchia termoxerofila. Un caso singolare, forse unico in natura, si rinviene nella Gola di Gorropu fra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei in Sardegna: in questo caso la macchia ad oleandro e agno casto si inoltra fino ai 1000 metri, confinando con la lecceta primaria.

AVVERSITA’Tra le avversità tipiche di questa pianta si annovera la rogna dell’oleandro, la quale viene curata attraverso la potatura della parte malata e la successiva somministrazione di fungicidi rameici.

FARMACIA: L’oleandro è una delle piante più tossiche che si conoscano. Tutta la pianta (foglie, corteccia, semi) è tossica per qualsiasi specie animale. Se ingerita porta a:

  • tachicardia con aumento della frequenza respiratoria
  • disturbi gastrici, tra cui vomito, nausea e bruciore
  • disturbi sul sistema nervoso centrale, tra cui assopimento.

Responsabile di questa estrema tossicità è, insieme agli alcaloidi, l’oleandrina, un glicoside cardiotossico (con struttura simile alla ouabaina) e inibitore della pompa sodio-potassio a livello di membrana cellulare. Ma l’oleandro contiene una serie di altri principi tossici, che si conservano anche dopo l’essiccamento. L’oleandro fa parte delle piante che contengono cardenolidi. Le specie animali più colpite sono gli equini, i bovini e i piccoli carnivori. Nel cavallo abbiamo anche la comparsa di gravi e profonde lesioni a livello della mucosa orale. La morte sopraggiunge per collasso cardio-respiratorio solo nel caso in cui se ne ingeriscano grandi quantità. Le sue proprietà tossiche sono state usate come “arma” per l’omicidio descritto nel film White Oleander. Al riguardo la storia racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche morirono per avvelenamento dopo aver usato rami di oleandro come spiedi nella cottura della carne alla brace, durante le campagne militari in Italia

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015

5 Risposte a “L’oleandro”

  1. […] Sebastian impiegò tre pomeriggi interi a pulire il giardino, perché gli piaceva osservare di nascosto Galena che spesso si attardava a spiarlo a sua volta dalla finestra del retro del negozio; alla fine si era creata una complicità tra i due giovani. Quando il pomeriggio Sebastian finì, Galena trovò delle bellissima piante ornamentali che avrebbero colorato l’atmosfera. La sera era calata, la bandrui si stava godendo il cielo stellato seduta nel silenzio del retro, quando sentì il frusciare di passi in mezzo all’erba. Il suo primo pensiero fu che Sebastian fosse tornato, quindi si alzò afferrando una scopa, con l’intenzione di dargliela sulla testa. Osservando il buio non vide il licantropo avvicinarsi, ma dopo un tempo lunghissimo, spuntò un esserino piccolo e brillante. Galena rimase sbalordita nell’osservare la piccola creatura brillare di luce propria, danzare sulle punte dei fili d’erba appena tagliata e saltare sui fiori. – Ciao!- Galena restò immobile, aspettando che l’esserino le si avvicinasse era una femmina, dai lunghissimi capelli biondi, quasi bianchi e pelle diafana. – Mi dispiace, non voglio spaventarti, non ti avrei mai colpita con la scopa.- Disse riponendo l’oggetto che brandiva, per poi sedersi sui talloni per osservarla meglio. La creatura esordì con una risata cristallina. – Lo so! Rheanna mi ha detto che sei una sua amica. Io sono Bluechantrel.- Disse e la sua voce suonava come le note dolci di un violino. – Galena.- L’esserino saltellò più vicino fino a camminare sull’erba davanti a Galena; la giovane allungò una mano e la ninfa vi salì sopra. Indossava un leggerissimo vestito colore delle foglie smeraldine. Si sedette sulla sua mano e poi sorrise. – Galena, qui in paese tutti sanno che sei buona e verranno molti a farti visita per amicizia, ma io sono qui perché ho un messaggio per te!- Galena incuriosita si chinò ancora verso Bluechantrel e attese. Finito di parlare però, in uno sbuffo di luce, la ninfa sparì per ricomparire a un metro da Galena, tra i rami bassi dell’oleandro che Sebastian aveva potato quella mattina. In mezzo ai fiori bianchi e rosa, l’esserino corse facendo cadere centinaia di petali che come pioggia danzarono attorno alla ragazza. Entrambe ridacchiarono, poi la ninfa si fermò su di un ramo con uno di quei fiori tra le mani piccolissime.- Conosci il significato simbolico dell’oleandro nel linguaggio segreto dei fiori?- Galena annuì prendendone anche lei un fiore e infilandoselo dietro un orecchio. – E’ per questo che sei qui?- La ninfa annuì. – Il mio popolo, fratello delle sirene del grande mare, vuole metterti in guardia. Il lato oscuro si fà sempre più forte e tu sei una delle poche che può aiutarci a sconfiggerlo.- Galena sorrise. – Non ho paura di loro, so come affrontarle. Dì alle tue sorelle di stare tranquille.- Bluechantrel danzò tra i rametti e le foglie, in un’altra pioggia di petali e risate cristalline; solo alla fine saltò giù nell’erba e scomparve, in una risata musicale, lasciando Galena circondata dall’aroma dell’oleandro e ricoperta di petali colorati. DOMANDA: Quanti di voi si sono accorti che l’immagine di ogni capitolo è riferita al personaggio che interagisce con Galena, ogni volta? CAPITOLO SUCCESSIVO >> SCOPRI IL PERSONAGGIO SCOPRI IL FIORE […]

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