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L’IRIS

L’IRIS

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Il genere Iris racchiude circa duecento specie di piante della famiglia delle Iridacee, il cui fiore è comunemente conosciuto anche con il nome di Giaggiolo. Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno. Nella mitologia greca, era personificato dalla dea Iris, messaggera velocissima degli ordini celesti, soprattutto di Era, che consegnava agli dei e agli uomini scendendo e risalendo gli arcobaleni dal Monte Olimpo a terra e nelle profondità terrestri e marine. L’Iris è diffuso in tutto l’emisfero boreale soprattutto nelle zone temperate. Diverse specie sono state utilizzate da Egiziani, Greci e Romani come pianta ornamentale, medicinale e in profumeria. In Cina l’Iris era impiegato come antinfiammatorio, antibatterico, antivirale e antifungino.

SIGNIFICATO: L’Iris simboleggia la fede e la speranza ma anche il desiderio di trasmettere un messaggio dove si danno buone o cattive notizie, per fare gli auguri in generale e in particolare a chi sta per iniziare qualcosa d’importante. Nonostante la sua bellezza e il suo aspetto abbastanza riconoscibile, l’Iris è stato spesso confuso con il Giglio.

CARATTERISTICHE: Il genere è caratterizzato da un fiore attinomorfo con tepali saldati alla base in un breve tubo. I tepali esterni sono ripiegati verso il basso, e sono dotati di una fascia di papille chiare (barba); i tepali interni sono ripiegati verso l’alto. Nel gineceo l’ovario è infero, lo stilo è diviso in 3 porzioni coprenti gli stami. Comprende specie erbacee e perenni per lo più rizomatose.

CLASSIFICAZIONE: Attualmente il linneano genere Iris viene suddiviso da molti autori in sei sottogeneri:

  • Iris: iris barbate a radici rizomatose
  • Limniris: iris non-barbate a radici rizomatose
  • Xiphium, il gruppo più importante degli Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Xiphion.
  • Nepalensis, comprende alcune specie di Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Junopsis.
  • Scorpiris, comprende alcune specie di Iris bulbosi, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Juno.
  • Hermodactyloides, comprende la specie Iris reticulata e altre specie bulbose simili, da alcuni autori considerato come genere autonomo: Iridodictyum.

Una diversa classificazione è stata proposta dal botanico russo Rodionenko nel 1961, e riportata di seguito, che suddivide il genere Iris in nove generi distinti, più un genere ibrido, con numerose sottospecie, sezioni, sottosezioni, serie e specie.

USO: Gli Iris rizomatosi vengono coltivati come piante ornamentali, nei giardini, stagni, laghetti, in vaso sui terrazzi; le specie nane vengono utilizzate per bordure o per decorare roccaglie, alcune specie bulbose o rizomatose come l’I. kaempferi si prestano anche alla produzione industriale del fiore reciso. Come pianta aromatica i rizomi di I. pallida e I. germanica var. florentina vengono impiegati in profumeria e cosmetica. Le radici di alcune specie di iris rizomatosi vengono utilizzati per le proprietà medicinali o in farmacia per le proprietà officinali come correttore del sapore.

IN MEDICINA: La polvere, il decotto e il vino medicato dei rizomi di I. pallida e I. germanica var. florentina, raccolti al secondo o terzo anno di vita, da luglio a settembre, puliti ed essiccati, vantano proprietà diuretiche, emollienti, emmenagoghe, bechiche ed espettoranti. Il decotto di rizoma delle specie summenzionate per uso topico ha proprietà astringenti e risolventi.

COLTIVAZIONE: Gli iris bulbosi originari dell’Europa come l’I. germanica vegetano su qualunque tipo di suolo anche arido, preferendo terreni soffici, sciolti, ben drenati e fertili, esposizione in pieno sole, le specie esotiche sensibili al gelo, richiedono luoghi ombrosi, terreno di medio impasto, fresco, vicino a bacini d’acqua, cure particolari, con un periodo di assoluto riposo vegetativo, dalla fine della fioritura fino all’autunno, per ottenere buone fioriture nella stagione successiva. La moltiplicazione agamica avviene in estate (per le specie rizomatose) per divisione dei rizomi o, nelle specie bulbose, piantando in autunno i bulbetti che crescono attorno al bulbo principale, o ancora utilizzando i bulbi tolti dal terreno dopo la fioritura e ricoverati in locale idoneo. Si ricorre alla semina per ottenere ibridi o nuove varietà.

CURIOSITA’: La specie che cresce in Francia, ad esempio, che compariva sullo stemma dei re d’oltralpe, altro non è che un Iris. La storia narra che Luigi VII, combatté una battaglia, in cui ne uscì vittorioso, su di un campo completamente ricoperto da questo fiore, così da farne il suo emblema. Da quel momento in poi il popolo lo soprannominò fleure de Louis ossia Fiore di Luigi, ma a causa della pronuncia contratta diventò ben presto fleur de lys, ovvero Fiore di Giglio. Allo stesso modo anche in Italia si trasmise storicamente questo errore.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015

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