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LA ROSA

La Rosa

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Siamo arrivati a parlare del “fiore per eccellenza” quello più amato e conosciuto nel Mondo.

5163287-rose-disegno-due-una-bella-mano-redatto-rosa-staminali-fiore-con-foglie-in-una-tonalit-seppiaLa Rosa è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Rosaceae di cui fanno parte circa 150 specie suddivise in numerose varietà con infiniti ibridi e varietà.
Originaria dell’Europa e dell’Asia, la Rosa può raggiungere diversi metri di altezza. colore e forme.
Le specie spontanee in Italia sono oltre 30, di cui le più comuni sono la Rosa canina, la Rosa gallica, la Rosa glauca, la Rosa pendulina e la Rosa sempervirens. Secondo alcuni studi il nome Rosa deriverebbe dal sanscrito vrad o vrod, il cui significato è flessibile. Secondo altre ricerche, invece, il suo nome proverrebbe dal celtico rhood o rhuud, che significa rosso.

Significato: La Rosa è il fiore da donare per eccellenza e ogni varietà porta con sé un messaggio diverso.(NdA: dopo ve ne elenco una manciata, tranquille/i) La Rosa da secoli è il simbolo di amore, devozione, ammirazione, bellezza e perfezione. La Rosa simboleggia, inoltre, il segreto e lo svelare con delicatezza. Il bocciolo ben chiuso della Rosa incarna anche la castità femminile mentre la Rosa sbocciata rappresenta bellezza giovanile.
A seconda della sfumatura del rosso dei petali, la Rosa viene usata per esprimere diverse emozioni. La Rosa di color porpora, ad esempio, è una promessa di amore eterno e solenne, quella rosso fuoco vuol significare passione mentre quella color carminio simboleggia le fantasie erotiche
Il significato delle rose varia anche a seconda del numero che se ne regala e dell’accopiamento di colori. Due rose insieme, indipendentemente dal loro colore, hanno il significato di congiungimento o di condivisione, ma di solito si regala un numero pari di rose ovvero le classiche dozzine, ad esempio 12, 18, 24, e così via. In generale tutti i tipi di rosa simboleggiano l’amore, ma la combinazione di diversi colori esprimono diversi significati:
Rose rosse e bianche insieme significano unità.
Rose rosse e gialle insieme significano solidarietà.

SIGNIFICATO PER COLORE:
 Il significato delle più importanti varietà e specie di Rosa in base al colore…
downloadRosa Arancio: Fascino.
Rosa Bianca: Silenzio.
Rosa Bianca e Rosa: “Ti amo ancora e ti amerò per sempre!”
Rosa Bianca e Rossa: Emblema Inglese “Unity/Flower”.
Rosa Bridal: Esprime un amore felice.
Rosa Color Corallo: Desiderio.
Rosa Gialla: indica un’accusa per un amore che sta svanendo. Esprime anche vergogna e un sentimento di gelosia ma può significare anche contentezza e libertà.
Rosa Gialla e Arancione: Pensieri di passione.
Rosa Muschiata: il suo messaggio è: “Siete bella ma capricciosa!” ma indica anche la caducità della bellezza.
Rosa Pallida: Amicizia.
Rosa Pesca: può esprimere o “Mettiamoci insieme” oppure la chiusura di un AFFARE.
Rosa Rosa: Felicità perfetta, tenerezza, gratitudine, apprezzamento, ammirazione o comprensione.
Rosa Rosa Scuro: Grazie.
Rosa Rosa Chiaro: Ammirazione.
Rosa Rossa: Vero amore, passione.
Rose a Fiore Variegato: Amore tradito.
Rosa Centifolia: dette anche “rose dai cento petali”; sono portatrici di amore e di conseguenza incarnano la grazia.
Rosa Damascena: i loro boccioli hanno petali enormi e piatti nell’estremità superiore conferendo loro pertanto un aspetto suddiviso in quarti, è il simbolo dell’elogio per una bella carnagione.
Rosa del Bengala: Compostezza dell’anima ergo “Sei bella tanto nella prospera quanto nell’avversa fortuna”.
Rosa della Cina: “Riconciliamoci!”; se viene presentato a doppio fiore rosso indica dispetto.
Rosa di Banks: il suo significato è quello di esprime la bellezza sia nel riso che nel pianto.
Rosa di campo: Semplicità.
Rosa gallica / francese: un invito ad incontrasri al chiaro di luna.
CURIOSITA’: Nella mitologia romana la Rosa degli amanti era il fiore sacro a Venere e da allora è rimasta fino ai giorni nostri come spressione di amore profondo e appassionato. Molte culture del Mondo utilizzano la Rosa come regalo o come ornamento per diverse ricorrenze, prima fra tutte quella della Festa di San Valentino per dichiarare il proprio sentimento per l’amata. Le rose rosse vengono sovente usate come decorazione nelle feste nuziali ma anche per la ricorrenza della Festa della Mamma.

USO: Come pianta ornamentale nei giardini, per macchie di colore, bordure, alberelli, le sarmentose o rampicanti per ricoprire pergolati, tralicci o recinzioni.
Le specie nane dalle tinte brillanti e con fioriture prolungate per la coltivazione in vaso sui terrazzi o nei giardini rocciosi.
Industrialmente si coltivano le varietà a fusti eretti e fiori grandi, per la produzione del fiore reciso, che occupa in Italia circa 800 ettari, localizzati per oltre la metà in Liguria, il resto in Toscana, Campania e Puglia.
I petali vengono utilizzati per le proprietà medicinali, per l’estrazione dell’essenza di Rosa e degli aromi utilizzati in profumeria, nella cosmetica, pasticceria e liquoristica. È una delle basi immancabili più utilizzate in profumeria. 
Come pianta medicinale si utilizzano oltre ai petali con proprietà astringenti, anche le foglie come antidiarroico, i frutti ricchi di vitamina C diuretici, sedativi, astringenti e vermifughi, i semi per l’azione antielmintica, e perfino le galle prodotte dagli insetti del genere Cynips ricche di tannini per le proprietà diuretiche e sudorifere.
In aromaterapia vengono attribuite all’olio di rosa proprietà afrodisiache, sedative, anti depressive, anti dolorifiche, anti settiche, toniche del cuore, dello stomaco, del fegato, regolatrici del ciclo mestruale. 
Le giovani foglie delle rose spontanee servono per la preparazione di un tè di rosa.ù
COLTIVAZIONE:
( Nella foto Il Giardino delle Rose a Firenze)
La rosa si adatta a qualunque tipo di terreno, purché lavorato in profondità, ben concimato con stallatico maturo. Le piante vengono collocate a dimora in autunno o alla fine dell’inverno nelle zone con forti geli.
La concimazione si effettua all’inizio della ripresa vegetativa, incorporando nel terreno letame maturo.
La potatura delle piante è importantissima per una buona fioritura. Le varietà rifiorentinon destinate alla forzatura si potano alla fine dell’inverno o inizio primavera, togliendo i rami vecchi e accorciando quelli nuovi e lasciando da 2 a 6 gemme per ramo a seconda del vigore e varietà. Generalmente le potature energiche favoriscono la fioritura, ad esclusione delle varietà molto vigorose, per cui vale la regola contraria.
Nelle specie rifiorenti si eliminano man mano i rametti che hanno già fiorito per stimolare la produzione di nuovi fiori.
Le rose Polyantha vanno potate a fine inverno, dopo la prima fioritura di maggio e nelle fioriture successive fino all’autunno.
Le ‘rose sarmentose’ non rifiorenti, lunghe anche alcuni metri, richiedono l’eliminazione dei rami di 3 anni, la curvatura delle cacciate di 1 anno, che fioriranno nell’anno successivo.
Le ‘rose rampicanti‘ rifiorenti, vanno potate in base al vigore vegetativo, asportando i rami vecchi (legno vecchio) e raccorciando i rami nuovi.
La moltiplicazione avviene di norma per talea di getti dell’anno già lignificati e piantati in cassone a fine estate, o per innesto ad occhio vegetante in primavera estate.
Nelle coltivazioni industriali con le varietà coltivate per il fiore reciso, viene praticato l’innesto su soggetto R. indica var. major che fornisce al nesto il giusto vigore. Per avere piante resistenti alla siccità o al gelo si utilizza come soggetto la R. canina ottenuta con la semina, ottenendo però oggetti poco vigorosi e a scarso sviluppo.
TEMONO:

Gli Insetti:gliEmitteri (Afide grande – Bianca rossa – Ceroplaste – Cicalina – Cicalina verde – Cocciniglia – Cocciniglia bianca – Cocciniglia gialla della Camelia – Cocciniglia rossa forte – Cocciniglia di S. Josè – Cocciniglia violetta – Iceria – Lecanio a barchetta – Pulvinaria), i Coleotteri ( Agrilo verde – Bostrico – Buprestide – Carruga – Cetonia dorata – Cetoniella pelosa – Gracilaria piccola – Vermi del Lampone), i Lepidotteri (Bombice antico – Bombice dispari – Brotolomia – Crisorrea – Portesia – Tortricide), gli Imenotteri (Megachile – Monofadno – Rodite – Tentredine – Tentrenide arrotolatrice – Tentrenide minatrice – Tentrenide nera), i Funghi (Antracnosi – Cancro bruno – Cancro comune dei rami – Cancro d’innesto – Cercosporiosi – Maculatura nera – Marciume dei boccioli – Marciume dell’innesto – Marsonina – Oidio – Peronospora – Ruggine) e i Virus nello specifico il Mal della striscia.
La rosa nell’antichità: 
Nel mondo greco e romano, la rosa era associata al mito di Adone e Afrodite: la dea, innamorata del giovane cacciatore, nulla può fare per salvarlo dalla morte provocata dall’attacco di un cinghiale. Nel soccorrere l’amato, Afrodite si ferisce con dei rovi e il suo sangue fa sbocciare delle rose rosse. Zeus commosso dal dolore della dea, permette ad Adone di vivere quattro mesi nell’Ade, quattro nel mondo dei vivi, e altri quattro dove avrebbe preferito: per questo la rosa viene considerata simbolo dell’amore che vince la morte e anche di rinascita.
I Romani festeggiavano i Rosalia, legati al culto dei morti, in un periodo compreso tra l’11 maggio e il 15 luglio: questa festa delle rose si trasmise nel mondo cristiano, dove la Pentecoste è anche detta “Pasqua delle rose”. La rosa era inoltre presente nel culto di Dioniso, per la credenza che impedisse agli ebbri di rivelare i propri segreti.
Nell‘iconografia della mistica cristiana la rosa, per la bellezza, il profumo, per il mistero della sua forma apprezzata da tempo immemorabile e per il colore per lo più rosso, il simbolo antichissimo dell’amore, indica la coppa che raccolse il sangue di Cristo o la trasformazione delle gocce di questo sangue o le ferite di Cristo stesso. A questa simbologia appartengono sia la coppa del Graal, sia la rosa celeste (rosa candida) della Divina Commedia di Dante.
È ricordata anche la rosa mistica delle Litanie della Madonna.
Nel Medioevo la rosa era esclusivamente attributo delle vergini. Una rosa a cinque petali nel nimbo, sopra il confessionale, è il segno della discrezione.
I rosoni delle finestre romaniche e gotiche sono in relazione con la simbologia astrale del cerchio e si rifanno a modelli mesopotamici e a modelli siriaci e copti (ruota del sole, cerchio delle virtù, girotondo degli angeli e dei martiri). Non di rado vogliono ricordare l’armonia platonica delle sfere: la rivoluzione celeste dei pianeti o dei segni dello zodiaco col loro influsso sulla vita dell’uomo.Inoltre spesso fanno riferimento a Cristo, il sole della giustizia. Quando i rosoni circondano il monogramma di Cristo, il segno del sole eterno, essi affermano la speranza nella vita eterna, nella città celeste.
L’unione della croce greca con la croce di Sant’Andrea per una figura circolare di dieci parti, acquistava grande importanza per la disposizione dei vari elementi e per la simbologia dei numeri. Il numero dieci indicava la perfezione e il compimento, l’ordine e l’assolutezza.
La rosa è attributo di Santi: tra gli altri, di santa Casilde di Burgos, santa Dorotea, santa Elisabetta di Turingia e santa Elisabetta d’Ungheria, santa Elisabetta del Portogallo, santa Rosalia di Palermo, santa Rosa da Lima, santa Rosa da Viterbo, santa Rita, santa Teresa di Lisieux.
La leggenda della trasformazione del pane in rosa viene raccontata sia in riferimento a santa Elisabetta sia a san Diego di Alcalà.
La rosa dei Rosa-croce:
La rosa ha un ruolo particolare nel Medioevo nei Rosa-Croce uno dei gruppi cristiani esoterici più rilevanti della storia del pensiero che fa riferimento a quell’evento che si innesta nella tradizione del pensiero ebraico e che nello stesso tempo lo rivoluziona: la vicenda del rabbi Ieschua di Nazareth. In questa simbologia la rosa rosa-crociana a cinque petali sta al centro della croce del Cristo rappresentandone così il suo Sacro Cuore. Questa è la quinta rosa essendo le altre quattro poste ognuna alle estremità di ogni ramo della croce. E se il quattro rappresenta la compiutezza, la quinta rosa ne è la sua riapertura al divenire.
La rosa nell’arte: 
La rosa incorona i poeti ed è legata ad eventi conviviali; è simbolo dell’amore che trionfa; è legata alla mitologia di Venere e Adone, come anche a Cupido, punto da una spina.
Nella simbologia funebre, indica i martiri e i tormenti da loro subiti a causa della Fede: santo Stefano indossa una corona di rose nella processione dei martiri in Paradiso.
Le spine spuntarono dopo la cacciata dell’Eden, per ricordare all’uomo le perdute dolcezze del Paradiso e il Peccato originale.
Associata al gelsomino è simbolo della fede; se rossa, indica la Carità, se bianca rappresenta la purezza virginale.
La rosa nella letteratura:
Nella serie di romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco una rosa dorata è usata come simbolo della famiglia di Casa Tyrell.
La rosa come simbolo politico: 
Una rosa rossa, spesso tenuta in un pugno, è il simbolo del socialismo e della socialdemocrazia, a partire dall’Internazionale Socialista.
È attestata nei partiti laburisti, socialisti e socialdemocratici dei seguenti stati, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale: Brasile, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi,Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia.
In Italia, in particolare, compare attualmente nel simbolo e nel nome della Rosa nel Pugno.
Nella Germania nazista, fu chiamato Rosa Bianca uno dei maggiori movimenti di opposizione al regime hitleriano.
LA ROSA NELL’ARALDICA:
La Rosa è un termine utilizzato in araldica per indicare un fiore araldico convenzionale di cinque o più petali, attornianti un bottone, finemente ripiegati nel lembo superiore e framezzati dalle punte di foglioline. La rosa normale ha cinque petali.
La rosa è simbolo di bellezza, onore puro, soavità di costumi, nobiltà e merito riconosciuto.
I suoi colori usuali sono rosso, oro e argento. Molto raramente la rosa viene rappresentata al naturale e con il gambo.
Un capo di verde colla lettera N d’oro posta nel cuore ed accostata da tre rose a sei foglie veniva usato negli stemmi delle buone città del regno napoleonico d’Italia.
Attributi araldici
– Bottonata: se il bottone centrale, o bocciolo, è di smalto diverso.
– Gambuta: quando, rappresentata al naturale, mostra il gambo o questo è di smalto diverso.
– Punteggiata: quando le foglioline che separano i petali sono di smalto diverso.
ROSE ARALDICHE FAMOSE:
– Lancashire Rose: è la rosa araldica della famiglia Lancaster, coinvolta nella Guerra delle due rose con la famiglia York. La rosa dei Lancaster è rossa, bottonata argento e punteggiata di verde.
– Lippische Rose (Rosa di Lippe): è una particolare rosa araldica, rossa, bottonata e punteggiata d’oro, che costituisce emblema araldico del Landesverband Lippe e compare nello stemma dello stato tedesco della Nord Renania-Westfalia.
– Lutherrose (Rosa di Lutero): è una rosa araldica, bianca, punteggiata di verde, con un grande bottone centrale, di rosso, a forma di cuore, caricato da una croce latina di nero. Si tratta del simbolo riconosciuto del luteranesimo.
– Tudor Rose: è la rosa araldica dei Tudor. La rosa è rossa, col cuore bianco, bottonata d’oro e punteggiata di verde. Si tratta della fusione delle rose Lancaster e York.
Yorkshire Rose: è la rosa araldica della famiglia York, coinvolta nella Guerra delle due rose con la famiglia Lancaster. La rosa degli York è bianca, bottonata d’oro e punteggiata di verde.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015

7 Risposte a “LA ROSA”

  1. […] 34. L’ultimo saluto La neve di fine Gennaio ricopriva ancora le colline battute dal vento gelido del nord, le nuvole grigie e basse oscuravano il cielo e dal mare giungeva il canto disperato delle onde in tempesta. L’atmosfera sull’isola sembrava rispecchiare gli animi dei suoi abitanti, tristi e cupi, mentre sulla gelida spianata, appena fuori dalla città, il piccolo gruppetto di sagome nere guardava con crescente rimpianto e rabbia la bara di legno scuro salire con una carrucola in cima alla pira funebre. Con il capo chino verso il terreno, aggrappata al braccio di Sebastian, Galena assisteva alla scena sempre più addolorata, mentre gli elfi dei boschi accatastavano gli ultimi ceppi di legna e il loro Re recitava un’antica preghiera per l’anima del defunto. I nani delle miniere adagiarono il corpo e lo ricoprirono di erbe aromatiche, poi venne il turno delle fate che distribuirono ad ognuno dei presenti una rosa bianca. Sebastian strinse più forte la mano di Galena nella la sua, calda e forte. Anche lui avrebbe parlato in favore dell’anima di Jeremya, mentre il fuoco veniva acceso. Decine di creature magiche, molte delle quali Galena conosceva solo di vista, gettarono tra le fiamme le rose una dopo l’altra in un corteo commemorativo, in omaggio all’uomo puro e saggio che Jeremya era stato per loro. Poi, mentre il fuoco bruciava le guance dei presenti e urlava al cielo, le fate crearono decine di sfere di luce, accompagnate dagli elfi, dalle ninfe e da tutte le creature in grado di emulare quella piccola magia e le lanciarono in cielo. Mille e più piccoli globi di luce bianca e tremolante si alzarono, come lanterne, nel cielo tinto di rosso e arancio del tramonto, per far luce all’anima del mago che ascendeva finalmente al cielo e andava a raggiungere i suoi avi nel firmamento. Galena osservò la scena appoggiata al lupo, che le passò un braccio intorno alle spalle, poi lasciò che una lacrima le scivolasse lungo le guance, prima di asciugarla con un fazzoletto. Sentì Sebastian appoggiarle il mento sulla testa e si sentì protetta dal suo profumo che la circondava come una coperta. Tra la folla, c’era ancora chi, nonostante fosse chiaro a tutti il contrario, le lanciava occhiatacce di rimprovero: molti l’accusavano di essere la responsabile della morte del sindaco. L’aria si fece stranamente pesante, mentre, Hopaline, in quanto creatura più potente di Skye, finiva la sua preghiera e Galena, come chiamata da una voce invisibile, alzò lo sguardo oltre la pira funebre. Dall’altra parte dell’enorme fuoco, Juliet era in compagnia di Katherina e Ginevra, che era al braccio del suo compagno. La bandui rivide per la prima volta Artorius e nel guardarlo, con un brivido di terrore, si strinse a Sebastian. Il suo sguardo si posò sulla vedova, che non piangeva, nè cantava, stava immobile come una statua e, quando i loro sguardi si incrociarono, il suo viso si trasformò in un ghigno terrificante. CAPITOLO SUCCESSIVO>> SCOPRI IL FIORE […]

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