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Intervista #35 – I Demiurghi

Benvenuti e BENTORNATI visitatori de “L’isola di Skye” nella rubrica del VENERDI. #VenerdìIntervista.

Oggi sono davvero contentissima di ospitare un duo di autori storici. Non due scrittori presi a caso, oserei dire, data l’abilità con cui si destreggiano nella loro fantastica ambientazione, ma non perdiamo tempo e conosciamo:

I DEMIURGHI

Benvenuti Demiurghi sull’Isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscervi e porgervi qualche domanda.

Ciao Skye! Grazie a te per averci invitato a questo gioco al massacro. Quando abbiamo visto la lista delle domande siamo andati avanti una settimana a rimpallarci le risposte. Sappilo!

Bene! Allora iniziamo dalle domande di rito… Vai, spara!

Già l’inizio di quest’intervista denota l’abilità con cui questi autori si calano nei personaggi che muovono 😉 e per la prima volta troverete risposte multiple che segnerò con A e E. e se la risposta è corale troverete la D

Chi siete?  Io, questa nanerottola rossa qui, sono Azia, mentre questo alto e allampanato con la testa tra le nuvole invece è Elios. Tranquilli, non è strano, è demenza senile. Che volete, dopo più di 2000 anni… Sai è scampato da Atlantide, lui. Visto? Ve l’ho detto che è demenza senile! 😀

Quando ve lo si chiede avrete una risposta standard. Se doveste osare, che cosa risponderesti a noi? Azia: In questi casi delicati, se siamo assieme, di solito lascio rispondere Elios, lui è quello pacato e riflessivo e più bravo ad aggirare l’ostacolo e deviare il discorso. Non sono molto diplomatica.

Elios: Un uomo che ha visto molte cose e ha molto da raccontare. A volte riesco a vedere oltre il velo del tempo e dello spazio, ma forse non è questo che fanno gli artisti? Scrivere fa bene a chi legge e a chi scrive. Ho moltissime storie da narrare e con le quali crescere insieme, come Demiurghi speriamo di avere il tempo di scriverne molte.

A: Che avevo detto? Imbattibile.

– La vostra paura più grande in questo momento qual è? A: Non riuscire a essere vicina alla mia piccola. Ha tre anni e ho paura di non fare abbastanza, intendo sul piano affettivo e di presenza, non economico.

E: Perdere le persone che amo.

Descrivete voi stessi attraverso:

  AZIA ELIOS
Un colore Viola Rosso
Un profumo Bulgari blu Erba tagliata
Un fiore Orchidea Rosa bianca
Un animale Ghepardo Gatto
Un luogo Nessun luogo è come casa mia Avalon
Un libro Il mondo alla fine del mondo Dragonlance: trilogia annotata
Una canzone All summer long Eye in the sky

 

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui vi sentivate smarriti? Come avete fatto a superarlo? A: Oh, certo che sì. Tuttavia, sono riuscita a superarlo grazie all’affetto e alla reale vicinanza di amici e familiari, che mi piombavano in casa a mettermi a soqquadro la vita e impedirmi di lasciarmi andare. E poi quando non c’erano loro, c’era la mia piccola a mettermi sottosopra le giornate, quindi sì, sono stata molto fortunata da questo punto di vista. E stranamente no, la scrittura non è stata in quel periodo una valvola di sfogo, lo è stata di più la lettura, l’immergermi in altri mondi mi ha concesso quella tregua che mi serviva a riprender fiato e andare avanti.

E: Un periodo di smarrimento completo non l’ho ancora mai provato. Capita che mi senta molto demoralizzato, quello sì, e i motivi possono essere molteplici. Quindi anche le soluzioni possono esserlo ma lettura e amici/familiari sono un’ottima cura.

La vita reale, il lavoro, i passatemi e la famiglia come influiscono sulla vostra scrittura? D: Rubano tempo prezioso alla pianificazione, all’abbozzo e alla stesura delle nostre storie! Per non parlare della guerra vera e propria che dobbiamo scatenare con il resto del Mondo quando dobbiamo fare l’editing di un testo! Ah, ma tu volevi sapere se influiscono come argomenti, personaggi o altro, vero? Eh… no, in linea di principio sì. Contraddittori? Ma va là. La verità è che cerchiamo di non farcene influenzare, ma è inevitabile che qualcosa entri nei nostri scritti. Alle volte viene scovato e tolto durante l’editing, altre volte è semplicemente una genialata e lo lasciamo. Per quanto riguarda i nostri personaggi no, non si ispirano a nessuno in particolare, a dire il vero, mentre ci lasciamo ispirare da tutto quello che ci circonda e spesso anche da fatti di cronaca reale e recente.

Chi vi sta intorno conosce questo vostro lato? Come si approcciano con gli scrittoriD: Amici e parenti ne sono a conoscenze, alcuni se ne fregano bellamente e altri invece ogni tanto chiedono come procedono le cose. Alcuni sono stati entusiasti quando abbiamo detto che saremmo stati pubblicati da Astro Edizioni, altri non hanno fatto una piega. Di certo non è una cosa che andiamo a sbandierare in giro, anche per questo abbiamo su facebook due profili separati: uno è quello della nostra vita vera (e che praticamente non usiamo mai) e l’altro è quello con il nome del personaggio che abbiamo deciso ci rappresenti.

E qui si nota una differenza di carattere e, anche, quanto siamo complementari: mentre Azia è un vulcano in perenne eruzione, va in giro con il libro sempre pronto in tasca e riesce a piazzarlo praticamente ovunque se non altro per l’entusiasmo che ci mette, Elios di contro è molto più schivo e non ama parlare di sé, mai, e se lo fa è solo perché Azia lo tira in mezzo per un orecchio e poi lo lancia nella discussione, volente o nolente. Poi, al massimo, Elios si vendica quindi non preoccupatevi se Azia presenta qualche ecchimosi sul fondoschiena: sono i suoi calci. 😀

Se poteste parlare con voi stessi del passato, quanto indietro andreste e cosa vi direste? DNon lo faremmo e per quanto assurdo possa sembrare siamo assolutamente d’accordo su questo punto. E se ci dovessimo trovare faccia a faccia con i noi stessi del passato, semplicemente ricorderemmo quattro parole, usate da Luke Cage ma perfette anche per noi: “Arrendersi mai. Avanti sempre.”

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella vostra quale pensate sia? Si guardano le mani a vicenda e poi i piedi, confusi dalla domanda. L’intervistatrice fa finta di niente e va avanti…

Quello che avete scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? D: Sì, l’ambientazione, il momento storico su cui siamo intervenuti con la nostra ucronia, i principali personaggi storici del momento: Diocleziano, Massimiano, Costantino. Attorno a queste figure, delle comparse nella vita dei personaggi protagonisti, c’è tutto un mondo la cui storia ha messo la freccia a destra e svoltato repentinamente a sinistra… Di materiale e di possibilità per la scrittura di molte, moltissime storie ce n’è in abbondanza.

Dopo aver pubblicato Legio M Ultima, che progetti avete? D: Pubblicare il secondo libro. E poi il terzo, e il quarto e…

Leggete? Quali generi prediligete? D: Siamo entrambi divoratori di libri, non ci limito a leggerli. Li leggiamo, li assimiliamo, li facciamo nostri. E siamo, in quanto divoratori, onnivori: nessuna preferenza topica, dipende dal periodo. Entrambi abbiamo una biblioteca personale piuttosto variegata con fantasy, spy story, thriller, storici, romance, romance storici, distopici, saggi, enciclopedie, manuali, horror, fantascienza.

– C’è un libro che rileggereste mille volte? D: Ahi, anche qui dobbiamo dare due risposte diverse. A: Il mondo alla fine del mondo. ELa trilogia di Dragonlance.

Vi viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? D: Gli diremmo NON FARLO!! NO, NO, MAI NELLA VITA! E lo diciamo per esperienza personale diretta, eh. Se ancora non ci dà retta e prosegue, allora tenteremmo di prepararlo ad affrontare la realtà. È una cosa difficilissima e durissima fare il self, richiede competenze specifiche in moltissimi campi e prima o poi si inciampa e si cade a brutto muso, lasciando in terra una bella coroncina di dentini. Inevitabile che capiti, allora ci si deve rivolgere per forza di cose (e su certi aspetti non ci scappa che si deve fare a prescindere) a dei professionisti e il non spendere tutti quei soldi perché non li ho non è un’opzione valida. Se non vuoi essere un self mediocre, tu quei soldi li devi spendere. Punto. E sono tanti e tutti da considerare a fondo perduto. Se poi ci sarà qualche piccolo rientro, tanto di guadagnato, ma dobbiamo partire dal concetto che sai cosa spendi e non sai se li riprendi.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Voi lo fareste? D: Mah, la scelta dello pseudonimo è sempre una questione personale. In più, vorremmo farti notare che lo stai chiedendo a chi oltre allo pseudonimo di carattere personale, usa pure quello collettivo. Noi lo usiamo perché talvolta, nell’ambito lavorativo di entrambi, essere riconosciuti come “gli autori di” è controproducente. La gente pensa che se scrivi non hai bisogno di lavorare e che se lo fai, lo fai così per fare, per impegnare il tempo, e mette in dubbio la tua professionalità. Se pubblicassimo qualcosa di totalmente diverso? Beh, noi siamo i Demiurghi, Azia ed Elios, e ormai siamo convinti che non potremmo essere nient’altro.

Avete trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i vostri tre desideri? D: Mumble mumble mumble. 

La domanda è difficile, ognuno ha un sentire personale molto diverso da quello di chiunque altro. Non è semplicemente possibile inquadrare tre desideri tre. Forse ne sprecheremmo uno per avere una certa stabilità economica, per poter vivere serenamente noi e far vivere di conseguenza più serenamente le nostre figlie (abbiamo entrambi una femmina!) e famiglie. Poi, certo, ci sarebbero tanti mali nel Mondo da debellare e come fai a sceglierne uno e non l’altro? Anche ammesso che avessimo tre desideri a testa, sarebbero sempre così pochi… E no, non vale molto l’idea di parlare in termini generici. Perché si sa, la magia è una potenza assoggettata al capriccio degli dèi. E, si sa, è pericoloso desiderare ardentemente qualcosa. Potremmo essere esauditi… e non come immaginiamo.

– Che rapporto avete con gli animali? D: Li amiamo molto, specialmente arrosto o sul barbecue. Eh? No? Uffa. Scherzi a parte, li amiamo e li rispettiamo, viviamo cercando di rispettarne la natura e gli istinti; non siamo così fanatici da vederli come parte della famiglia al punto di tenerceli nel letto o farci leccare il viso o trattarli come figli. Né siamo come quei fondamentalisti che dicono “Sì, bravi, spaccate tutto” quando sentiamo di incursioni in allevamenti o laboratori, cosa che fa puntualmente più danno che beneficio agli stessi animali. Per non parlare del rischio biologico a cui sottopongono non solo le altre specie, anche gli stessi uomini, perché hanno liberato animali da laboratorio: non hanno idea del rischio che corrono loro stessi e che fanno correre agli altri. Questo vuol dire che siamo a favore dei test in laboratorio sugli animali? No, quando finalmente si potrà verificare tutto in vitro con cellule umane vere e non palliativi, ne saremo certamente contenti. Per ora non possiamo farne a meno, tutto qui.

Tornando a questioni più amene, oltre che arrosto o sul barbecue, gli animali ci piacciono molto anche in salmì o alla cacciatore, eh.

Adesso parliamo un po’ del vostro libro…   VAAAAAA BENE!

Titolo: LEGIO M ULTIMA, Sfida all’impero

Genere: storico/fantastico

Pagine: 303

Formato: cartaceo (da dicembre anche ebook)

Dove lo si può acquistare (links): su amazon, sul sito di Astro Edizioni, in tutti gli store online e in tutte le librerie d’Italia. Più facile di così… Se volete la copia autografata dagli autori con modico sovrapprezzo (1,10 in più per le spese di spedizione!), potete prenderlo anche dal nostro blog!

Diteci in non più di dieci righe di cosa parla.

Parla di una partita a scacchi, no a latrunculi, tra il riformista e il più fidato consigliere dell’imperatore Diocleziano, parla di mosse e contromosse che nel corso di un decennio faranno precipitare l’impero in quella che verrà chiamata la rivolta dei riformisti. In questo primo libro affrontiamo i primi anni, mosse preventive, di assestamento. L’apertura, insomma, della partita. Ogni mossa viene vista dal punto di vista dei giocatori e vissuta dai protagonisti in un’avventura che non ci si aspetta. Almeno, è ciò che speriamo di aver fatto.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Legio M Ultima? D: Da una partita ai giochi di ruolo!

Com’è nato il titolo? D: Siamo demiurghi, plasmatori di vite, creatori di mondi. Perché quindi non dare vita a una legione tutta nostra? La cosa è venuta naturale. Poi è passato l’editore e ha detto: troppo lungo. Accorcio. E così ha fatto. Perché dico così: beh, sia la nostra pagina facebook che il nostro blog riportano il titolo originale: Cronache della Legio M Ultima.

Perché la gente dovrebbe leggere il vostro libro e come pensate che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? D: Le persone dovrebbero leggere questo libro per il solo piacere di farlo, per la volontà di aprire la propria mente a prospettive nuove, a un modo di pensare e di veder le cose diverso dal proprio. Per scoprire qualcosa di un mondo che è stato crogiuolo di civiltà, di innovazione tecnica e architettonica, capace di globalizzare i popoli ben prima che arrivassimo a coniare questo termine e, tuttavia, dovrebbe essere letto per vagare con la fantasia in un posto che non è più e che, anche, non è mai stato, per sentirsi eroi e chiedersi se lo si è davvero, per vivere scontri e avventure e indagare e restare col fiato sospeso. Non pensiamo che questo libro cambierà il mondo, non siamo quel genere di autori che vogliono mettere per forza di cose un messaggio morale nei loro testi, scriviamo per piacere nostro e di chi legge, tuttavia noi stessi abbiamo una morale e dei temi che sentiamo vicini e non è possibile non farli nemmeno affiorare. E allora c’è dove si parla di ricchezza, potere e l’abuso che se ne fa, il convivere con i sensi di colpa e le conseguenze delle proprie azioni, e – anche se in modo molto leggero – la mafia e le infiltrazioni di carattere mafioso nel tessuto sociale di una città.

È il vostro libro di esordio o avete già pubblicato qualcos’altro? D: Ufficialmente è il nostro libro d’esordio, in quanto edito da casa editrice, ma nel nostro piccolo ci piace un mondo complicarci la vita e allora ecco che su amazon pubblichiamo in self degli spin-off alla Legio M Ultima, con altri personaggi, altre storie, altre vite.

Perché proprio il genere fantasy storico? D: E per due che sono nati e cresciuti a Venezia, che hanno respirato la passione per la storia e l’archeologia dei genitori, che si sono innamorati del fantasy con la scatola rossa di D&D, ma si poteva pensare a qualcosa di diverso da ciò? Mettere insieme la storia antica che amiamo e il genere letterario preferito di quando eravamo ragazzini (vent’anni fa!!! Oddio…) è stato semplice e naturale come bere un bicchier d’acqua.

Il personaggio principale di LEGIO M ULTIMA, Sfida all’impero è ? D: Gautighot Germanicus, Domiziano “Il Forte” di Achaia, Elettra Igea, Eliogabalo il Silente di Raetia, Pendaran di Britannia, Minea Nefer Talia, Elios Tigrane e, ovviamente, Azia Medea Rubinia Antinea. Dipende dalle storie, la verità è che non abbiamo un protagonista, è la coorte, la squadra, a essere protagonista. Ci son momenti in cui spicca più un personaggio, altri in cui a farla da padrona è un altro.

È un essere umano o una creatura fantastica? D: Sono tutti esseri umani, le creature fantastiche in questo libro sono poche e amano gli esseri umani. Al dente, soprattutto.

Descriviceli con 3 aggettivi. DNoi preferiamo dire: non fateli incazzare. Ma siccome vuoi tre aggettivi, diciamo: forti, abili e imprevedibili.

Durante la trama è consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? D: Crescono tutti perché il mondo in cui vivono è un mondo duro, che non fa sconti. Il loro motto è quello di Roma vittoriosa: guai ai vinti. Poi per ognuno questa crescita è diversa e li cambia. Come? Scopritelo, con questo e con i prossimi libri.

Vive una storia d’amore? D: No, nessuno.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? D: Oh, si incazzerebbero a morte, poco ma sicuro. Tutti, a esclusione forse di Azia; è l’unica che, almeno in questo periodo, a questo punto della storia, potrebbe essere contenta del cambiamento, in fin dei conti ha subito fin troppi soprusi dagli uomini e, ricordiamolo, vive in un mondo plasmato a immagine e somiglianza degli uomini e le donne vivono per lo più sottomesse. Lei, Elettra e le altre donne della Specula, sono eccezioni, rarità ma che nella maggior parte dei casi sono considerate compagne, prostitute o schiave degli speculatores maschi della squadra. Cosa che non apprezzano particolarmente e Azia meno di tutti per cui sì, probabilmente la sapiente sarebbe l’unica a esser contenta di un eventuale cambio di sesso.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? D: Ogni personaggio avrebbe una reazione diversa, come detto non abbiamo un/una protagonista, ma tutta la squadra lo è. È una domanda a cui è difficile dare una risposta univoca. Per esempio, Gautighot si sveglierebbe quasi sicuramente in un orso e come tale si comporterebbe, farebbe a pezzi tutto quello che gli capita a tiro. Di contro Eliogabalo diventerebbe un pointer. È un cacciatore nato e quando punta una preda, non la molla fino a quando non la stana definitivamente. Ma è anche profondamente traumatizzato e terrorizzato dalla magia e svegliarsi nel corpo di un cane la imputerebbe certamente a una qualche magia, indi per cui finirebbe per rintanarsi da qualche parte a tremare di paura in solitudine, a dispetto del coraggio che dimostra invece di solito in battaglia. Questo per citare due casi abbastanza facili, negli altri, a esser del tutto sinceri, non abbiamo la minima idea di cosa succederebbe. Come detto… sono imprevedibili. Anche per noi che li abbiamo creati e plasmati.

Quale sarebbe la prima cosa che vi direbbero se vi incontraste faccia a faccia? D: Non sprecherebbero tempo a parlare, ci menerebbero direttamente. Tutti insieme.

Perché avete scelto di ambientare la storia proprio nell’Antica Roma? D: Siamo da sempre affascinati dalla storia antica e dalle grandiosità che popoli per noi “arretrati” sono riusciti a compiere. Avessimo creato un mondo diverso, sarebbe comunque stato plasmato su questa grande civiltà.

Secondo voi, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? D: Al 120%. Basta guardarci intorno per capire quanto l’ambiente che ci circonda, il tessuto sociale e culturale influisca il nostro essere, sentire e agire. Questo malessere generale, la crisi economica che perdura da anni e lo farà ancora per molti altri, portano a un lassismo socio-culturale che rende l’ignoranza dilagante, spinge a chiedere risposte semplici anche laddove le risposte non possono esserlo e allora ecco i vari Salvini, Le Pen, Putin, Erdogan. Trump… Ci siamo già passati, per circa un ventennio, ma pare che la gente abbia dimenticato dove quel brutto ceffo di Mussolini ci ha portato: alle leggi razziali, ai campi di concentramento e a una guerra mostruosa. Ehi, sì, stiamo parlando della realtà, non del fantasy. Ma cosa c’è di più fantasy della stessa realtà, alle volte?

Comprendendo la realtà si capisce quanto l’ambientazione sia fondamentale, dunque. Determina l’ambiente, lo stile di vita, l’evoluzione tecnologica e il grado di istruzione. Determina regole sociali, religiose, dogmi e fedi, i rapporti esistenti tra i vari popoli, come vengono combattute le guerre, che creature fantastiche ci sono e come si rapportano con gli altri esseri di quel mondo. Le regole della magia, se non è una magia alla Harry Potter, pesi e contrappassi del suo utilizzo. Solo quando si ha chiaro il quadro complessivo in cui si muovono i personaggi, allora può prendere forma la storia.

Oltre a scrivere Legio M Ultima, Sfida all’impero, vi siete cimentati nella promozione da soli? D: E certo. Con risultati scarsini, ma ci si prova sempre. Come dicevamo prima, “avanti sempre”.

Avete fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? D: Booktrailer no, siamo troppo ambiziosi; farlo con il movie maker usando solo delle slide non ci è mai piaciuto. Se dev’essere un trailer lo vediamo come uno cinematografico e quindi… beh, semplicemente costerebbe troppo tutto farlo. Tanto più che non abbiamo nessuna conoscenza tecnica per realizzarlo, né conosciamo attori, sceneggiatori, musicisti e/o registi. Lo sappiamo e siamo anche consci dei nostri limiti, ma quando facciamo qualcosa vorremmo che lasciasse un segno. E quel qualcosa non lo sappiamo esprimere con delle semplici immagini. Se almeno uno dei due sapesse disegnare…

Comunque, per il mondo del web, anche delle card vanno più che bene e ci sono strumenti gratuiti che consentono di realizzarle con molta semplicità, mentre per il blog tour ci stiamo organizzando, una volta determinate le tappe apriremo la stagione di caccia ai blog per trovare chi ci ospiti. Ah, comunque chi volesse farsi avanti, siamo qui, eh!

Se vi venisse offerto un servizio di promozione del libro, cosa vorreste che fosse? D: Il book trailer, come diciamo noi! 😀

Oltre alla scrittura c’è un’altra forma d’arte che vi ispira? Suonate, dipingete…?

A: ricama e studia pianoforte, anche se è solo alle scale e, parola di Elios, è terribile, garantito.

(signori, niente panico, il fracasso che sentite non è un terremoto, ma il riverbero dello scopellotto che Azia ha appena tirato ad Elios, facendo trovare alla sua fronte un giusto finecorsa nel tavolo. Questo perché gli vuole molto bene. Immaginate se lo odiasse.)

E: Elios invece… smonta caldaie artisticamente. Parola di Azia, vedeste che lavoretto che fa con la mia!

(musica da documentario di superquark in sottofondo. Voce impostata. Scena: profonda savana. Ecco, vedete, la velocità della gazzella in fuga, pur notevole, non può tenere il confronto con quella del ghepardo che la preda, l’unica speranza della gazzella è la resistenza e la speranza che il predatore si stanchi e demorda. Elios, però, non è un ghepardo e la chiave da sedici fa male anche a distanza. Stonk.)

Avete un blog? Se sì vi va di dirci dove e di cosa tratta? D: Certo che abbiamo un blog, è un veterano ormai, attivo da più di sette anni! Ogni tanto Azia gli cambia faccia, ma è sempre lui, la sola idea di traslocarlo ci fa sudare freddo. Lo trovate qui: Cronache della Legio M Ultima. Ci troverete dentro un bel pot-pourrì di cose: da citazioni ai nostri scritti in lavorazione, a brani, racconti brevi autoconclusivi e a puntate, recensioni di libri, film, fumetti, serie TV, videogiochi, opinioni (solitamente di Azia, e solitamente al vetriolo), immagini, musica e molto altro. Abbiamo avuto un fermo pazzesco dal 2013 a oggi perché alcuni collaboratori al blog ci hanno lasciato e noi siamo solo in due, con attività professionali indipendenti e relative famiglie. Volendo anche fare gli scrittori qualcosa lo si deve un po’ abbandonare a se stesso… Il più delle volte tocca al blog, purtroppo.

Fate anche rilettura di bozze/editor/revisori? D: No, ma abbiamo avuto l’occasione di aiutare degli amici da questo punto di vista, correggendo quello che vedevamo essere sbagliato.

Quanto vi siete fatti aiutare da chi vi circondava per vedere realizzato Legio M Ultima? D: Ci sono alcune persone che ci hanno aiutato, anche molto, in passato, ma per lo più ci siamo sempre arrangiati. L’aiuto più grande l’abbiamo avuto nella gestione del blog, che infatti negli ultimi due anni ha zoppicato parecchio per l’allontanamento di tutti gli altri redattori; chi per un motivo e chi per un altro ci hanno lasciato andare per la nostra strada, ma va bene così, noi due abbiamo avuto sempre le idee molto chiare su dove volevamo andare a parare e quali erano gli obiettivi da perseguire, lavoriamo molto bene insieme, siamo in perfetta sintonia o lo diventiamo a suon di schiaffoni (e giocare allo schiaffo del soldato in due è dura, sapevatelo!), mentre era sempre difficile far comprendere le nostre esigenze ai collaboratori.

E-book o Cartaceo? D: Entrambi! Siamo consapevoli che l’ebook è una scelta molto più ecologista e consapevole, abbiamo la tecnologia, insomma, sfruttiamola! Però… però siamo abbastanza vecchi da continuare a subire il fascino della carta. Il toccare con mano per noi è ancora prezioso e un’emozione difficile da descrivere e da abbandonare del tutto.

Su cosa siete soliti scrivere? D: PC, tablet, smartphone. Abbiamo tutto condiviso, per cui prendere appunti su carta vuol dire fare doppio lavoro: uno riscriverli per condividerli con l’altro e due prenderli per usarli. Tanto vale farlo direttamente con gli strumenti che la moderna tecnologia ci mette a disposizione. Poi, oh, se sfiga vuole che non c’è campo, non c’è batteria, non c’è testa (perché abbiamo dimenticato a casa qualcosa), ci arrangiamo anche con i tovagliolini di carta del bar, se serve!

– Avete qualche rito particolare che fate prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascoltate della musica? D: Dipende.

A: Io preferisco il silenzio assoluto, se fa freddo una tazza di te bollente e caminetto acceso. Di solito mi basta il casino che ho in testa, non mi serve altra confusione. Alcune volte però devo mettere su della musica, per far sì che le idee prendano una loro sorta di ordine a ritmo di musica, rigorosamente strumentale come quella di Ludovico Einaudi oppure della classicissima hard rock: Metallica, AC/DC & co.

E: Io di solito mi isolo con musica in cuffia e il resto del Mondo fuori; per lo più scelgo musica evocativa, tipo Enya o similari.

Come è nata la cover? D: Dal genio dell’editore, Francesca Costantino, e dalla bravura di interpretazione di Fabio Porfidia. Noi due non abbiamo fatto altro che annuire come babbei per tutto il tempo, asciugandoci le bave man mano che Fabio ci mostra i WIP.

Vi va di regalarci qualche notizia sulla prossima pubblicazione? D: Si tratterà della seconda partita a latrunculi, una sorta di rivincita di quella iniziata in questo libro, ma non sarà necessario aver letto il primo libro per godersi anche quella. Non amiamo le saghe composte da libri complementari, tali per cui per capire e vedere come va a finire qualcosa sei costretto per forza di cose a prendere sempre tutti i libri. Questi due sono assolutamente complementari, ma comunque indipendenti e autoconclusivi.

Condividete con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il vostro libro….

D: Ti proponiamo un dialogo tra due sorelle. Azia e Medea. E… ops. Non dico altro.

«Medea, siamo rimaste solo noi due».

«Ti sbagli, io sono rimasta! Tu devi sparire per sempre!».

«Non lo farò, sorellina».

«Vattene!».

«Posso darti la mia forza».

«Azia, io sono già forte!».

«No, tu sei arrabbiata».

«Dalle ceneri si può risorgere».

«Ma tu non sei una fenice».

«Tu sarai la mia fenice, Azia. Avrò il tuo corpo!».

«Non te lo permetterò, Medea».

«Ti ucciderò!».

«O io ucciderò te».

 

Anche per questa nuova intervista è tutto. RINGRAZIAMO tantissimo i Demiurghi per questa favolosa intervista e  per averci concesso il suo tempo. A noi ha davvero entusiasmato passare qualche momento con loro, speriamo che per voi sia stato lo stesso.

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Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015