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Intervista #30 – Yuko

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Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Ci siamo presi qualche giorno di vacanza, ma ormai siamotornati per voi e con voi! Questa volta tocca a … 😉

Yuko Ichihara

 

Ciao Yuko, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo…

– Chi sei?– Innanzitutto ciao e grazie per avermi chiesto di fare questa intervista, a pensarci è la prima volta che vengo intervistata <3.

Dunque il mio nome è Erika ma sia su Fb che per i vari siti online dove ho scritto fino a ora e infine su Amazon sono Yuko. Sono un grafico, anche se il mio lavoro principale è restaurare vecchie foto e i lavori di grafica sono il contorno. Per il resto scrivo, ma sicuramente non mi definisco una scrittrice, lo faccio per passione, credo di scrivere racconti da quando ho memoria e se non erano racconti erano diari. Solo in un periodo scolastico non ho preso la penna in mano, ma terminate le superiori ho ripreso, per rilassarmi e per dare voce a tutte quelle voci dei miei personaggi che avevo nella testa.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Sinceramente non lo so, forse direi ti voglio bene alle persone più spesso di quanto non abbia mai fatto. Mi sono accorta che si possono perdere tante persone in un attimo e ti ritrovi a non avergli mai detto tutto quello che volevi.

La tua paura più grande in questo momento qual è? Sono tante, veramente tante. Cose che fino a cinque/sei anni fa nemmeno pensavo e poi improvvisamente da un giorno all’altro cresci e scopri che non è tutto rose e fiori. Ma al momento la mia paura più grande è veder star male le persone a cui voglio bene, ma credo che sia quella di tutti.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Viola

un profumo: L’acqua di rose

un fiore: Rosa

un animale: Draghi vanno bene? Sono animali anche loro <3 se no la Tigre.

un luogo: Il mare, lo adoro e sono molto in sintonia con i luoghi di mare, quando ne avrò la possibilità me ne andrò in Polinesia francese e non tornerò oppure a Itaca.

un libro: Il nome della rosa di Umberto Eco

una canzone: Stairway to Heaven dei Led Zeppelin

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Sì, mi è capitato ed è stato un momento bruttissimo, ma non potevo che prendesse il sopravvento e alla fine mi sono dovuta rimboccare le maniche e andare avanti.

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Il mio lavoro mi permette di farmi le copertine delle storie da sola xD a parte gli scherzi, attraverso le immagini io creo le storie e questo le influenza molto. Prendo ispirazione dalle persone che mi sono intorno, alcune tratti dei personaggi delle mie storie, come gli ambienti hanno particolari a me familiari. Quindi direi che tutto quanto che ho intorno, dal mio lavoro alle persone che incontro, alla mia famiglia influiscono sulla mia scrittura.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? A casa lo sanno tutti che scrivo, quando c’era mio padre era lui a correggere alcuni miei lavori, non quelli slash ovviamente xD. Mio fratello e mia sorella pensano che diventerò il prossimo Stephen King con copie vendute in tutto il mondo e serie tv sui miei libri, hanno sin troppa fiducia. Io dal parte mia adoro scrivere e mi diverto e ammetto che tutta questa fiducia un po’ mi fa piacere, però non sarò mai King.

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Forse ai miei quattordici anni e mi direi di pensare bene alle scelte che sto facendo e lo stesso vale per i miei diciannove, ma alla fine tirando le somme non rimpiango le mie decisioni.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Mamma che domande difficili, ma suppongo che in quello che scrivo sia una sorta di tocco poetico, giuro non voglio farmi i complimenti da sola, ma probabilmente è per quello che scrivo, per alcune descrizioni e in tutto metto un tocco molto poetico. Forse è quello. Le prime volte sproloquiavo parecchio ed esageravo in queste descrizioni auliche, ora però credo di aver raggiunto un compromesso, almeno quando sono concentrata. E poi le mie frasi esageratamente lunghe, ma ho lavorato tanto anche a queste.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? I racconti che ho messo su Amazon appartenevano a un’unica raccolta, dove mischiavo realtà e favole. Scrivere qualcosa in cui vi fosse un tocco di magia anche nella realtà. Storie molto romantiche e a lieto fine. Cinque anni fa la mia vita è un po’ cambiata e con lei io, pertanto anche quello che ho iniziato a scrivere si è evoluto, è cambiato. Mi sono resa conto che una bella storia o una storia completa non debba avere prettamente un lieto fine e così ho provato a sperimentare, ho cambiato generi ho provato a scrivere fantasy, ma anche noir. Ho aggiunto una vena drammatica nei miei racconti e gli ultimi li accomuna proprio questa cosa. Ho delle serie in corso una fantasy e una noir, devo scoprire ora se vedranno mai la fine.

Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Non lo so proprio, ho molti racconti da scrivere e da terminare, un romanzo da revisionare. Al momento mi sto concentrando sulla noir e sono sincera anche di questa non so cosa ne farò: vorrei provare a spedirla a qualche casa editrice, al massimo possono dirmi di no. Poi avevo letto di un concorso letterario dedicato a questo genere e potrebbe essere anche questa un’alternativa, altrimenti c’è il self. Quindi a riguardo sono molto, molto confusa. Tengo veramente a questa storia, per quando è stata scritta, perché rappresenta il mio stato d’animo al momento della prima stesura, una valvola di sfogo e per cacciare via una parte dei periodi brutti.

Vedremo, ci penserò bene nel momento in cui avrò terminato la revisione.

Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Sì, sono una lettrice. Forse sono più una lettrice che uno scrittrice, come ho detto scrittrice difficilmente mi ci definisco. Comunque il mio genere preferito è il fantasy, ricordi di ragazza e poi ho scoperto delle saghe bellissime di questo genere. Comunque leggo di tutto, l’importante è che mi ispiri.

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Uno solo? Ce ne sono diversi, periodicamente rileggo Il signore degli Anelli di Tolkien, Il nome della rosa di Umberto Eco e Ritorno a Casa di Rosamunde Pilcher. Come puoi notare sono tre generi totalmente differenti, ma li adoro tutti e tre. E poi le mie riletture vanno molto a stato d’animo. Ci sono delle volte che leggo delle cose tristissime solo perché ho bisogno e voglia di piangere.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Oddio, io e gli incoraggiamenti siamo proprio agli antipodi. Comunque se i lavori dell’autrice in questione per me valgono la posso anche esasperare per farglielo pubblicare. Le dico che è un ottimo lavoro, che vale, che il suo libro è interessante. Poi ovviamente ogni libri ha punti forti differenti, quindi dipende da cosa dovrebbe essere pubblicato.

Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io al momento pubblico tutto sotto pseudonimo, l’ho fatto più che altro per abitudine, ma comunque no. Cioè io scrivo racconti m/m sotto pseudonimo, ma nel momento di follia in cui dovessi scriverne uno etero di certo lo pubblicherei sempre con lo stesso nome. Forse un giorno dovrò pensare se pubblicherò mai con casa editrice, se usare o meno il mio vero nome. Ma ribadisco è solo una questione di abitudine e non per via di generi differenti.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Al momento me ne basterebbe uno: la tranquillità per me e la mia famiglia. Niente problemi, niente preoccupazioni. Alzarsi la mattina sapendo che non dovrò fare salti mortali se dovesse accadere un minimo imprevisto. Se poi dovessi sceglierne un altro voglio un’isola tutta mia dove trasferirmi u.u.

– Che rapporto hai con gli animali? Io adoro gli animali. Io e mia sorella portiamo a casa tutti i trovatelli che incontriamo per strada, fortunatamente troviamo anche loro padrone altrimenti i nostri di animali si suiciderebbero per la disperazione e mamma ci sbatterebbe fuori di casa. La settimana scorsa hanno avvelenato uno dei miei gatti ed è stato un colpo assurdo, ora sono ancora più apprensiva con gli altri due. Il destino poi ha voluto che a inizio settimana trovassimo un cucciolotto in strada e lo abbiamo portato a casa, ora non fa altro che seguirci.

Ho anche tre cani, quindi direi che li amiamo tantissimo e per me sono come membri della famiglia, lo stesso vale per mia sorella e mia madre. Mio fratello borbotta, ma alla fine li coccola lui anche lui.

 

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Pierrot

Genere: Favola romantica

Pagine: circa 20

Formato: epub

Dove lo si può acquistare (links): https://www.amazon.it/dp/B0746MRRFT

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Una storia d’amore di due anime che si ricorrono attraverso il tempo per coronare quel sogno d’amore che non sono riusciti a fare nella loro prima vita. Tutto questo sotto gli occhi di un testimone silenzioso, un Pierrot che potrà riacquistare il sorriso quando il suo creatore e la sua amata si incontreranno di nuovo.

Com’è nata l’idea che ha dato vita a Pierrot? Tanto tempo fa. Il racconto è nato come fan fiction su Naruto nella sua prima stesura almeno una decina di anni fa, ma poi rileggendola ho pensato che sarebbe stata molto più approfondita come originale, non dovevo rimanere confinata nell’IC. E poi come ho detto volevo creare questi racconti dove realtà e magia si fondessero assieme.

Com’è nato il titolo? Semplicemente è il nome della bambola protagonista, alla fine ruota tutto attorno a lui.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Dunque dovrebbero leggere il mio racconto solo se li ispira e ne hanno voglia, penso sia l’unico motivo per il quale qualcuno debba leggere qualsiasi cosa. Non so se mai potrebbe cambiare il mondo, ma forse potrebbe dare un pizzico di speranza. Far pensare che se due persone sono destinate a stare insieme prima o poi accadrà a discapito degli eventi e del destino.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? No, non è il primo che ho messo su Amazon, c’è stato un altro raccontino che apparteneva alla stessa raccolta, ma ancora più simile a una fiaba. Il primo si intitola Vento del nord e Fior di ciliegio.

Perché proprio il genere favola? Io ho scelto i racconti senza pensare al genere, solo dopo, quando ho dovuto compilare la scheda per metterlo su Amazon ci ho riflettuto.

– Il personaggio principale di Pierrot è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Una creatura inanimata: triste, malinconica e speranzosa.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Nel mio racconto il Pierrot in questione comprende cosa è l’amore, ma soprattutto capisce come mai il suo creatore lo ha legato al mondo degli uomini donandogli una coscienza.

Vive una storia d’amore? Indirettamente, aspetta che nasca un amore.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Nulla di più di quanto fa, è un Pierrot io lo vedo come maschio ma anche come Pierrette non cambierebbero i suoi pensieri e il suo ruolo.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Guarderebbe il mondo curioso per poi farsi mille domande e si domanderebbe se fosse opera del suo creatore.

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Che sono un’autrice sadica e che gli ho fatto passare secoli dentro una vetrina, da una parte all’altra del mondo e lui non ricorda nemmeno come e quando è stato spostato.

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Londra e Tokio? Per gli eventi, l’atmosfera, perché mi sembravano i luoghi più adatti. Il primo, Londra 1878 è per l’atmosfera, per come l’ho sempre immaginata. Per Berlino invece è il periodo storico. Mentre per ultima Tokyo per il mondo differente, dove i due protagonisti avrebbero risaltato per il loro aspetto.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Tantissimo.

Il mondo nei libri fantasy è fondamentale, ma bisogna anche saperlo descrivere e gestire in maniera adeguata. Non si possono solo fare accenni, comprendo che i lettori siano persone fantasiose, ma approfondire e descrivere è una cosa importante. Lo scrittore deve far arrivare quello che vede lui e dare un senso al mondo creato.

– Oltre a scrivere, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? Ho fatto qualche immagine e linkato qui e lì, ho chiesto anche qualche recensione in anteprima, ma non tantissime. Sono pigra per certi versi e non vorrei mai disturbare gli altri.

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Qualcosa che non mi facesse parlare in pubblico xD, potrei impanicarmi. Sinceramente non ne ho idea.

Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Una volta disegnavo, ma sono secoli che non prendo una matita in mano. La grafica è una forma d’arte? E poi adoro decorare qualsiasi cosa.

Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Sì, ho un blog insieme ad altre quattro ragazze e collaboratrici sporadiche. Recensiamo soprattutto libri, ma anche film e serie tv. Da un po’ ho una rubrica che parla di diversi argomenti, molti inerenti alla scrittura, ma non solo. Il blog si chiama Piume di Carta.

Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No

Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato Pierrot? Ilaria lo ha riletto e ha trovato tutti gli errori che io dopo un po’ non vedo più per la disperazione delle riletture. Per il resto è tutta farina del mio sacco.

E-book o Cartaceo? Entrambi.

Su cosa sei solita scrivere? Dipende dall’ispirazione. Al momento ho una passione per pazzi sociopatici serial killer con dei seri disturbi e amori malati.

Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Scrivo una scaletta, cerco immagini, faccio una copertina e poi solo dopo inizio a scrivere.

Come è nata la cover? Ho fatto molte ricerche anche se mi sarebbe piaciuto usare l’immagine che mi aveva ispirato, peccato no fosse possibile. Ho chiuso gli occhi e ho immaginato le vie dove si trovava il negozio e la vetrina dove era Pierrot. Ci è voluto un po’, ma alla fine ho ottenuto un discreto risultato, almeno per me.

Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Il prossimo lavoro sarà la noir, come ho detto sopra però devo decidere in che modo uscirà. Prima finisco di sistemarla e poi dopo penso al resto.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Sto quasi per cedere, per lasciarmi andare per abbandonare il mio compito senza nemmeno aver tentato di osservare gli uomini che vedo passare.

Lascio che il nulla si impossessi di me fino al prossimo risveglio, quando d’improvviso, un incontro, o meglio dire uno scontro, mi riporta bruscamente alla realtà. Mentre i loro sguardi si incrociano una scossa attraversa il mio corpo di porcellana, una consapevolezza si fa strada nella mia coscienza, nel mio Io.

Due anime si sono incontrate davanti ai miei occhi: una giovane fanciulla dalle iridi gentili color del caffè, fra le braccia un cestino di fiori, quelli che avrebbe dovuto vendere. Di fronte a lei, furioso, un ragazzo poco più grande, da come è vestito sembra essere un soldato.

 

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015