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Intervista #24 -Olga De Blasio

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Benvenuti visitatori de “L’isola di Skye” nella rubrica del VENERDI. #venerdìintervista. Oggi conosciamo e parliamo con una nuova amica che siamo più molto felici di avere qui con noi! 😉

Ciao Olga, benvenuta sull’Isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

– Chi sei? Ciao, sono Olga.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Ciao, sono Olga, e mi paicerebbe essere una scrittrice. [Piacerebbe a tutti]

La tua paura più grande in questo momento qual è? Mostrare agli altri il mondo e i personaggi che ho creato nel mio romanzo, ma se partecipo a quest’intervista, vuol dire che sto cercando di vincere questa paura. [Ti siamo vicinissimi!]

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: rosa antico

un profumo: quello dei dolci appena sfornati

un fiore: mimosa

un animale: decisamete un cane

un luogo: Roma antica

un libro: La prescelta e l’erede, di Jacqueline Carey

una canzone: Wherever you will go

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Ce ne sono stati alcuni… ma cerco di non pensarci e di essere positiva.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatempi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Bhè, sai… ci sono alcuni libri di storia romana di cui non riesco a leggere più di tre pagine di fila, perché la mia testa cominicia automaticamente a pensare a come poter rielaborare quanto leggo per la mia storia. E così passo ore a fantasticare con il libro aperto.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? La mia famiglia sa che scrivo da tempo, ma si è confrontata con la mia storia o con la possibiltà di veder realizzata una pubblicazione solo di recente. I miei amici sono quelli che più hanno avuto a che fare con la me scrittrice, conoscono i miei personaggi, quando ne parliamo lo facciamo come se ci stessimo riferendo a persone reali, mi suggeriscono cose – spesso assurde – e credo che certe volte mi ritengano un po’ pazza. [A noi hanno dedicato un reparto dell’ospedale psichiatrico di zona…ti dico solo questo]

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Questa è una domanda difficile, anche perché questo è un periodo in cui sto riflettendo sulle mie scelte di vita. Ma visto che siamo in tema, andrei indietro di undici anni, per dire alla ragazzina quattordicenne seduta sulla spiaggia con un libro in mano che l’idea che ha appena avuto è un’idea fantastica, di continuare a riempire i fogli bianchi per anni senza demoralizzarsi, e – soprattutto – di non cambiare idea mille volte sulla trama.

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Calvino, in una delle Lezioni Americane, quella sulla Visibilità, spiega che il processo di scrittura funziona così: lo scrittore vede, sente, prova, immagina delle cose nella sua testa e cerca di tramutarle in parole; il lettore legge quelle parole, che non sono altro che segni neri sulla carta, e  riesce a vedere, sentire, provare, immaginare quelle stesse cose. Una sorta di lettura per immagini. È così che ho dato vita al mio romanzo, e credo che sia questa la mia impronta personale: “il potere di mettere a fuoco immagini ad occhi chiusi”.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? A parte qualche poesia adolescenziale di cui non mi piace ricordare l’esistenza e i lavori universitari, sì, tutto ciò che ho scritto fa fondamentalmente parte della Saga della conquista di Edra. Per ora spendo tutte le mie energie intellettuali in questo, poi si vedrà.

– Dopo aver pubblicato La sacerdotessa e il guerriero, che progetti hai? Sto lavorando al seguito, che è già parecchio avanti. [Bellissima notizia! Siamo molto curiose adesso!]

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Direi piuttosto una divoratrice di libri. Prediligo i fantasy e i romanzi di ambientazione storica – e i manuali di storia e politica romana – ma dato che ne ho letti così tanti, ultimamente provo anche qualcosa di diverso.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Le saghe di Jacqueline Carey, sempre e per sempre – non so se qualcuno coglierà la citazione – e L’ombra del vento di Zafòn. [Coglieranno in tanti, tranquilla!]

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? È una bella sfida: ti ritrovi ad affrontare cose che uno scrittore non vorrebbe mai affrontare, anzi, di cui non dovrebbe nemmeno conoscere l’esistenza. Però la soddisfazione di sapere che quell’opera è una creatura completamente tua, anche negli aspetti paratestuali come copertina, impaginazione, mappe, è davvero grande. Tieni duro e pensa al risultato finale, non lasciarti scoraggiare. [Non parlarmi di mappe e copertina, credo di iniziare solo adesso a capire in che vespaio ci siamo infilate!]

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Per i primi due avrei bisogno di troppo tempo per pensarci, ma del terzo sono sicura: liberare il genio! [ahahahah!]

– Che rapporto hai con gli animali? Li adoro, soprattutto quelli con gli occhioni, come i petauri dello zucchero, gli scoiattoli volanti nani giapponesi o i lemuri. [e i cani, no?]

Parliamo adesso un po’ del tuo libro…

Titolo: La sacerdotessa e il guerriero

Saga: Saga della conquista di Edra

Genere: Fantasy

Pagine: 377

Formato: ebook e cartaceo

Dove lo si può acquistare (links):

 

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla. La storia è ambientata nel regno di Edra. Elyan, destinata fin da piccola a servire gli dei come sacerdotessa, è rassegnata a trascorrere la sua vita nel santuario segreto di Astell, ma quando un giovane dagli occhi di ghiaccio fa irruzione nel tempio per rubare la Lacrima della Dea, la fanciulla, legata all’oggetto sacro dal suo giuramento di Guardiana, è costretta a seguirlo lontano da Astell, proprio alla corte di Edra. Il guerriero che l’ha rapita infatti non è altri che Mordred, capitano dell’esercito di Liven, spadaccino abilissimo e letale, che ha fin da piccolo giurato fedeltà a Lord Pierre, il giovane e affascinante Duca di Liven. Entrambi hanno un piano da portare a compimento, ma non avevano tenuto in conto Elyan. La storia va avanti tra intrighi di palazzo, duelli e una grande guerra contro l’impero xeno.

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a La sacerdotessa e il guerriero? Stavo leggendo Le querce di Albion di Marion Zimmer Bradley, dove una sacerdotessa s’innamora di un soldato romano. Ho pensato che sarebbe stato bello scrivere una storia simile. Poi ovviamente la storia ha preso tutta un’altra piega…

– Com’è nato un titolo così particolare? L’idea è venuta dalle traduzioni italiane dei libri della Carey: Il dardo e la rosa, Il bacio e il sortilegio… Inoltre rende bene l’idea che il fulcro della storia ruota intorno a due persone.

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Penso che andrebbe letto perché, semplicemente, è una bella storia.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? È il mio primissimo romanzo pubblicato.

– Perché proprio il genere fantasy? Non è un fantasy classico, nel senso che non ci sono creature fantastiche o la magia, ma è comunque un genere che mi permette essere libera nello strutturare un mondo, le sue convenzioni sociali e le sue politiche.

– Il personaggio principale di La sacerdottessa e il guerriero è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. In realtà sono due. C’è Elyan, una sacerdotessa della Grande Dea. È timida e insicura, ma molto ostinata. Poi c’è Mordred: infantile, presuntuoso e terribilmente bravo in quello che fa.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Elyan ha vissuto per tutta la sua vita in un santuraio, con prescise convinzioni e certezze, e un futuro che non ha veramente scelto. Si ritrova improvvisamente nel “mondo esterno”, dove girano gli ingranaggi della storia e del potere, e forse scopre la vera sé.

– Vive una storia d’amore? Con chi? No comment. [certo… abbiamo capito!]

– Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Se Elyan si svegliasse in un corpo maschile sarebbe felicissima! Potrebbe finalmente dedicarsi ad imparare la scherma senza le occhiate di disapprovazione di Elizabeth, quindi si precipiterebbe da Mordred, spada in mano, a sfidarlo. Quanto a Mordred… non gli farebbe molto piacere, ma si limiterebbe ad andare da Pierre e dirgli: “Abbiamo un problema”.

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Oh, cielo… non riesco porprio ad immaginarlo.

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Credo che Elyan mi direbbe grazie. In fondo lei voleva un’avvenura, nella sua vita, e io gliel’ho data.

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Edra? È un mondo che ho creato appositamente per questo romanzo, modellato per adattarsi alla storia che avevo in mente.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Tanto. Se il mondo è strutturato bene e organizzato in modo da essere credibile riesce a trasportare il lettore appunto in un altro mondo, non in una versione alternativa o fantastica del nostro.

– Oltre a scrivere La sacerdotessa e il guerriero, ti sei cimentata in altre forme. Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, cartine, etc… Amo anche disegnare, fondamentalmente in stile manga/anime, ma non sono nemmeno lontanamente brava per pensare di fare da sola la copertina del mio romanzo. Però la mappa l’ho disegnata io, e devo dire che ne sono molto soddisfatta.

– Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi? Disegno, ma è davvero solo un passatempo.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Purtroppo ancora non ho un blog.

– Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? Sto frequentando un corso come correttore di bozze. [in bocca al lupo!]

– Quando ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato La sacerdotessa e il guerriero? Ho avuto bisogno di un po’ di aiuto per la parte grafica, e di qualche incoraggiamento per decidere finalmente di pubblicare.

– E-book o Cartaceo? Non sono una di quei nostalgici della carta stampata (forse solo un po’) e devo ammettere che gli ebook sono davvero comodi, sia per la praticità di un e-reader, che per lo spazio risparmiato in casa e soprattutto per avere la possibilità di portare sempre con te tutta la tua biblioteca. Ma come scrittore… c’è sempre la vanità di vedere il proprio nome stampato su un libro cartaceo, prenderlo in mano e accarezzarne il dorso.

– Su cosa sei solita scrivere? (sito on line, programma per pc, carta, pergamena…) Ho cominciato su carta, e ammetto che i miei quderni dell’università sono pieni di stralici del mio romanzo, ma fondamentalmente uso programmi per il pc: mi permettono di visualizzare bene l’immagine nella mia testa e di scegliere con cura le parole da usare mentre le digito sulla tastiera.

– Come è nata la cover? Non ho mai voluto raffigurare i miei personaggi sulla cover, perché nessuna immagine può rendere davvero i volti che ho impressi nella mente, ma mi sono letteralmente innamorata degli art work di questo disegnatore, Wlop. Quindi gli ho scritto per poter utilizzare i suoi lavori. Lo stile “spennellato” è molto romantico e ha un’effetto visivo fantastico, riesce a suggerire l’idea, senza forzare il lettore  a vedere i personaggi con quelle detemrinate fattezze.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Il seguito de La sacerdotessa e il guerriero è molto più appassionante, a mio parere, più intenso. Alcune cose lasciate in sospeso si concretizzano, i personaggi sono più consapevoli di loro stessi, dei loro desideri e dei loro sentimenti. Anche gli eventi con cui hanno a che fare sono di un gradino più seri e impegnativi. Difficile dirvi qualcosa di veramente utile senza fare spoiler.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro…. 

Mordred obbedì, e quando fu a pochi passi da lui piegò un ginocchio a terra, chianando il capo, la mano destra poggiata sul cuore. […]

«Tu sei la mia unica debolezza, Mordred» mormorò Pierre accarezzandogli la guancia.

«No. – il giovane si alzò, fronteggiando il Duca – Io sono la tua spada e il tuo scudo. Ti proteggerò sempre e ti offrirò la corona della vittoria».

Anche per questa intervista speciale è tutto, ma voi lettori potete rivolgere domande a Olga se volete! RINGRAZIAMO tantissimo la nostra nuova amica per questa favolosa intervista e  per averci concesso il suo tempo. Vi consigliamo vivamente di cercare il suo romanzo !

Vuoi partecipare anche tu al #venerdìintervista? Contattami mandandomi un messaggio privato, con una mail a martina_federica@hotmial.it (specifica nell’oggetto chi sei e cosa vuoi) o in un commento. Il Mercoledì metterò l’anteprima del TUO romanzo e il venerdì l’intervista.

 

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015