Crea sito

Intervista #13 – Nunzia Alemanno

 

13082552_271312056539662_4217017404548982004_n

Benvenuti visitatori de “L’isola di Skye” nella nuova rubrica del VENERDI. #venerdìintervista. Oggi conosciamo e parliamo con un’altra strepitosa autrice fantasy: Nunzia!!!!

Ciao Nunzia, benvenuta sull’Isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda…Iniziamo dalle domande di rito.

– Chi sei? Sono Nunzia Alemanno, neo scrittrice. Ho 49 anni e ho cominciato a scrivere da poco. Vivo nel Salento, una terra che amo, sono sposata da 30 anni e ho tre figli. Lavoro in un’azienda agricola, il contatto con la natura e la terra mi fa sentire viva. [WOW possiamo venire anche noi?]

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Proprio la verità? Sono timidissima e introversa e ho scoperto che scrivere riesce a farmi dire tutto quello che voglio, a chi voglio e come voglio. Sono l’eterna bambina che non cresce mai, a volte faccio anche cose stupide tanto che sono i miei stessi figli a dirmi “Ma quando cresci?”. Ma sono fiera di essere così… non mi va di crescere. [Urrà!]

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Il terrore di una guerra che ci coinvolga tutti. Troppi attentati, troppi morti.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Rosso. È il colore della passione, del vino che bevo, delle rose, delle ciliegie… molte cose che adoro sono rosse. È il mio colore preferito per eccellenza.

un profumo: Borotalco… mi riporta indietro nel tempo a quando, da piccola, mia madre me lo versava dappertutto.

un fiore:  La rosa rossa. La pretendo come regalo per ogni occasione.

un animale: Leone, fiero e potente, selvaggio e dominatore.

un luogo:  Il Salento. È la terra in cui vivo e mi sento parte di essa, mi inonda il suo profumo e gli occhi gioiscono nel contemplare la bellezza dei suoi paesaggi, puri e incontaminati.

un libro:  La regina dei draghi di George RR Martin. Non sono proprio me stessa ma mi piacerebbe esserlo. È un personaggio forte, dal carattere ferreo e che sa il fatto suo… tutto il contrario di me, insomma, ecco perché mi piacerebbe essere lei.

una canzone: Non c’è una canzone in particolare in cui mi riconosca, ma mi piace ascoltare il metal e il rock. Sarò ripetitiva, ma tutta l’azione che manca nella mia personalità, la cerco nella musica, nella scrittura, nei film, nei libri… in qualunque cosa io possa scatenare il mio animo.

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Quando ti trovi lontano dalla tua terra, dai tuoi cari e con tre bambini piccoli, qualche momentino di scoraggiamento c’è stato, ma io e mio marito siamo stati, e lo siamo tuttora, molto legati. Lui mi è sempre stato vicino in ogni circostanza e i nostri amici hanno colmato il vuoto che si era creato per la mancanza del mio paese e dei miei cari.  

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Ho scritto solo un libro, per ora e posso dire che qualcosa di mio c’è. Una protagonista, ad esempio, lavora in un’azienda agricola. Mi sono immedesimata un po’ in questa donna anche per l’amore che prova nei confronti del figlio che è lo stesso che provo io per i miei.

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Nessuno si aspettava che scrivessi un libro. Per i miei amici e parenti è stata una rivelazione, una sorpresa per il semplice fatto che io non sono una persona colta. Ho appena una qualifica di assistente per l’infanzia e se devo dire il vero, neppure io mi aspettavo di intraprendere questa strada. È stata una scoperta anche per me.

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Tornerei ai tempi della scuola e direi: “Ciao, sono te stessa fra 35 anni. Ti consiglio di non mollare con la scuola che dopo i quarant’anni ti verrà voglia di scrivere e un po’ di cultura ti sarebbe utile”. Risposta: “Cosa? Io scrittrice? Ma fammi il piacere!”. Già, non ci crederò neppure se tornassi indietro nel tempo ad rivelarmelo.

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi che sia? La mia scrittura è molto semplice, ho cercato di adottare un linguaggio comprensibile per chiunque, soprattutto per i più giovani. Da ragazza, ricordo che mi piaceva leggere, però saltavo tutte quelle parti in cui si presentavano frasi indecifrabili o termini astrusi per cui era necessario un vocabolario alla mano, mi piaceva giungere al dunque e poi ho scoperto che molti ragazzi della mia età facevano lo stesso (parlo di un’età compresa tra i 13 e i 15 anni). Una scrittura semplice fluisce più scorrevole e il testo risulta più chiaro, difficilmente ci si annoia e si perde il filo. Non so se questo mi distinguerà dalla massa, ma è il linguaggio che ho deciso di adottare. Una scrittrice che ha recensito il mio romanzo ha scritto queste testuali parole “… l’autrice dimostra come a scrivere semplicemente si riesca a ottenere lo stesso impatto emotivo, se non anche più forte, che a usare arzigogolati periodi…”.

– Dopo aver pubblicato, che progetti hai? Il mio unico progetto è continuare. Ora come ora sono impegnata nel seguito di questo mio romanzo. La storia viene ripresa vent’anni dopo e si ripresentano nuove avventure, nuove scene e nuovi personaggi che affiancano quelli che già conosciamo. [Noi ci prenotiamo per leggerlo!]

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Come ho già detto, la mia personalità introversa mi porta a prediligere tutto ciò che possa provocarmi un’esplosione di emozioni, quindi nel caso della lettura ho sempre preferito l’azione, l’avventura, lo spingermi oltre. Perciò tra i generi che venero spuntano soprattutto horror, fantasy, azione e avventura.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Mille no, ma ce n’è stato uno di Stephen King che ho letto tre volte. La casa del buio.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Credo che il self publishing sia l’equivalente di libertà per qualsiasi autore, sia che si tratti di un professionista o un esordiente. Perché libertà? L’autore può gestire la sua opera come meglio crede, seguire personalmente le vendite, scegliere le piattaforme di vendita che stampano il libro nel momento dell’acquisto senza che l’autore tiri fuori un centesimo,  organizzarsi le presentazioni come, quando e dove vuole. Non sarà un editore a decidere la validità dell’opera, ma i lettori e credo che questo non abbia prezzo

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? La pace nel mondo (risposta scontata? Così sia) La salute (il bene più prezioso che ogni essere umano dovrebbe desiderare. Non serve a niente avere milioni e milioni di euro da spendere in medicine e ospedali). E ora che ho la salute, vorrei milioni e milioni di euro da spendere come più mi piace (troppo modesta?). [Ci piace tantissimo il tuo terzo desiderio! Te lo auguriamo!!!]

– Che rapporto hai con gli animali? Li adoro. Ho un cane Sheeva, un gatto Gattino, tartarughe Tarta, Ruga e Rughetta(d’acqua e di terra) e un coniglio Nero. [ahahah una mini fattoria!]

 Parliamo adesso un po’ del tuo libro…

Titolo: L’Egemonia del Drago.

Serie: Il Dominio dei Mondi

Genere: Fantasy, urban fantasy

Pagine: circa 480

Formato: A5

Dove lo si può acquistare (links):

E-book: www.amazon.it/Dominio-Dei-Mondi-LEGEMONIA-DRAGO-ebook/dp/B00QFNGX8E

Cartaceo: http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/nunzia-alemanno/il-dominio-dei-mondi-legemonia-del-drago/paperback/product-22421794.html

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Nella remota Castaryus regna il terrore seminato dai seguaci della temuta Elenìae, una splendida donna ammaliatrice, dotata di poteri magici e desiderosa di divenire dominatrice incontrastata dell’intero Universo. Il suo disegno diabolico si potrà realizzare solo con l’uccisione del Drago e attraverso un rito sacrificale, le cui vittime prescelte sono il piccolo Karl e una bellissima ragazza di nome Ambra. Karl ha sei anni e vive a Silkeborg, in Danimarca. Durante una tranquilla serata nella “Pizzeria da Hans”, scompare dalla sala dei giochi in un contesto alquanto misterioso e di lui non si hanno più notizie per diverse settimane. La disperazione sarà tale da condurre Karen, la madre, in uno stato di oblio in cui si rende cosciente della sola verità: dove si trovi suo figlio e la sorte che lo attende. Ambra e Karl, appartenenti a due mondi diversi e lontani, sono legati dallo stesso destino. Lotte sanguinose, magici viaggi nel tempo e nello spazio, porteranno Elenìae ad un passo dal compimento del suo progetto e il Drago vicino alla sua distruzione eterna.

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Beh… il mio è un romanzo d’azione, lotte, magie. Il lettore viene sempre tenuto in tensione e in trepidazione, ma ciò che spero è che ciò non lo distragga dal messaggio principale che va ben oltre il semplice intrattenimento letterario. Il messaggio dell’amore, della pace e della vita. È vero che l’amore è al centro di ogni storia, ma qui parliamo di altro, di un qualcosa che è di vitale importanza: l’amore puro e l’eterna lotta tra il bene e il male. Nel mio romanzo il bene lo paragono a un guerriero che per lottare si avvale dell’arma più potente di tutti i tempi . Appunto l’amore che qui viene esposto nelle sue diverse sfaccettature. L’amore infinito tra madre e figlio come nel caso di Karen verso Karl. L’amore tra uomo e donna, indissolubile come quello tra il giovane re Asedhon e la principessa Ariel e quello infinito tra Nicholas e Ambra. L’amore fraterno tra due uomini, Dionas e Nicholas che resteranno uniti nella lotta fino alla fine per proteggere la donna che loro amano, Ambra, l’uno come fratello, l’altro come fidanzato. Ma come spesso accade l’amore si accosta quasi sempre al sacrificio e in questo romanzo ci troveremo più di una volta dinanzi a questa cruda realtà. L’amore, quindi… l’arma più potente di tutti i tempi. Se ognuno di noi si amasse o per lo meno si rispettasse… sì, il mondo potrebbe cambiare.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Questa è la prima opera che apre la strada a quella che per me è divenuta ormai una grande passione.

– Perché proprio il genere fantasy? Nel fantasy non ci sono regole. Puoi spaziare con la fantasia come meglio credi, inventare creature, paesaggi fantastici e personaggi insoliti senza che qualcuno venga a dirti “Ma questo non esiste!”. La fantasia forse è il mio punto forte, mi viene quasi naturale e per me è piacevole chiudere gli occhi, immaginare le scene e metterle poi per iscritto, amalgamando il tutto fino a farla diventare una bella storia.

– Il personaggio principale dell’Egemonia del drago è? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. Non c’è un personaggio principale, ci sono diversi protagonisti a dir la verità e se proprio devo sceglierne uno, a questo punto sarà colui che si è conquistato il posto in copertina. Il Drago. Coraggioso, valoroso e animalesco.

– Durante la trama è di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Asedhon: re di Mitwock, successore di Kiro, suo padre. Subentra nella storia come il guerriero audace e risoluto. Sarà lui infatti che distruggerà il temuto Drago Rosso che terrorizza i popoli, ma poi ne assumerà sembianze e poteri. Ben presto l’egemonia del Drago tornerà a dominare su Castaryus anche se in modo diverso dal precedente. Re, un tempo, valoroso e coraggioso. Il Drago, ora, dio di Castaryus e dominatore di tutti i popoli. Appare adesso come un dittatore, un tiranno disposto a sterminare un intero regno se le sue regole non fossero rispettate, ma nel corso della storia , questa potente divinità avrà a che fare con un bambino e il suo cuore che lui non sentiva più da millenni, ricomincerà a battere.

– Vive una storia d’amore? Con chi? Asedhon, prima di divenire il Drago, aveva vissuto un’intensa storia d’amore con Ariel, principessa del regno di Ellech. Ella fu costretta dal re, suo padre, a porre fine ai sentimenti che provava per Asedhon e fu proprio la fine di questo amore che portò il giovane guerriero, re di Mitwock, a prendere una decisione così crudele: quella di uccidere il Drago Rosso e assumerne i suoi poteri.

– Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? È un dio. Non avrà problemi a tornare com’era.

– Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Lui è già uomo e animale allo stesso tempo… cioè… preserva sempre la figura di un uomo, ma all’occorrenza si tramuta in drago abominevole e assetato di fiamme. [comodo per quando ha un po’ di voglia di fare a pugni, insomma!]

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Penso che mi rinfaccerebbe il fatto di aver permesso la fine della sua storia d’amore che è stata poi la causa di tutte le cose a venire. Eh sì… da lì è partito tutto. Ma se non avessi messo fine alla sua storia d’amore, che libro avrei scritto? [Un romance?!]

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio in Danimarca? Non è stata una scelta, ho fatto girare il mappamondo, ho puntato il dito ed è caduto sulla Danimarca. Il resto delle ambientazioni e puramente inventato. [e noi che pensavamo fosse stato ispirato dalla statua della Sirenetta]

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quanto incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? Incide tantissimo. Il genere fantasy sta dilagando a macchia d’olio e il lettore è sempre alla ricerca di mondi nuovi e originali, cosa che diventa sempre più difficile.

– Oltre a scrivere, ti sei cimentata in altre forme? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, cartine, etc… Sì, mi piace lavorare con programmi di grafica e video. Ho realizzato anche una cartina seguendo pazientemente le descrizioni dei paesaggi e dei regni di Veliria, il più grande dei continenti di Castaryus

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato L’Egemonia del Drago? Tranne per qualche domandina al volo ai miei figli (questa frase suona meglio così o diversamente?) l’aiuto materiale mi è giunto da chi mi ha corretto poi la bozza, mio nipote. L’aiuto psicologico invece è pervenuto da parte di tutti che non smetterò mai di ringraziare.

– E-book o Cartaceo? Entrambi

– Su cosa sei solita scrivere? Microsoft Word

– Come è nata la cover? La cover l’abbiamo realizzata insieme, io e il direttore editoriale della Irda Edizioni. Abbiamo deciso d’inserire gli elementi principali che altri non sono se non il Drago, l’Unicorno e il Guerriero che non rappresenta qualcuno in particolare visto che i protagonisti di Castaryus sono guerrieri e cavalieri, ma raffigura un combattente in cui s’immedesimano tutti gli altri che lottano per la vita altrui.

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Come dicevo, il seguito di questa storia è in lavorazione, ma posso regalarvi la bozza della premessa. 

“Tanto tempo fa, su un’isola lontana, immersa tra le onde più oscure degli oceani infuocati, viveva un drago solitario, un potente Signore dal potere infinito, padrone dei mille volti, dominatore delle forze della terra e sovrano delle arti magiche più temerarie. L’onnipotenza era in lui e da tutti era temuto e rispettato. Di notte solcava l’aria tra le stelle lucenti in cerca di pace per la sua anima e tra le onde del vento navigava il suo lamento, spinto in ogni angolo della Terra. Era il suo grido di rabbia per l’amore perduto…”.

Karl aveva appena sei anni quando nonna Amanda aveva iniziato a leggergli queste parole, impresse sul racconto che aveva scritto suo padre. Sembrava l’inizio di una favola, invece si rivelò il principio di un incubo.

 Karl, in un mondo sconosciuto, lontano dalla sua famiglia, dalla sua casa, dai suoi amici, visse momenti angosciosi e terrificanti. Oppresso dalla persecuzione di Elenìae, la perfida strega di Castaryus, venne a conoscenza di un mondo estraneo al suo, divenendo consapevole di una realtà impressionante, la vera esistenza della magia.

Erano trascorsi vent’anni da quando quest’incubo fu dissolto. Vent’anni, da quando il rischio di uno schiavismo planetario fu scongiurato. Vent’anni, da quando si festeggiò la vittoria e si pensò che il male non sarebbe più tornato. Fu nonna Amanda a scoprire, attraverso la lettura del racconto, ciò che suo nipote stava affrontando in una terra lontana e oggi, dopo poco più di vent’anni, riprendendo la lettura del manoscritto, Amanda viene a conoscenza di una realtà sconcertante. L’incubo non è finito e la vita del suo adorato Karl, oggi quasi trentenne, è ancora in pericolo. 

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro. 

[…] la bestia capiva che da quel momento avrebbe dovuto cibarsi da sola, cacciare per sopravvivere e Dio solo sa chi sarebbe stata la sua prima preda.

Nata incatenata e ora libera.

Travolse tutto ciò che trovò sul suo cammino, ridusse in brandelli la porta che chiudeva il seminterrato e un urlo di sfogo e di libertà, si sprigionò dalla creatura facendo sussultare Dionas […]

Anche per questa volta è tutto, ma voi lettori potete rivolgere domande a Nunzia se volete! RINGRAZIAMO tantissimo Nunzia per questa favolosa intervista e  per averci concesso il suo tempo. Vi consigliamo vivamente di cercare il suo Drago e di leggerlo! Io vi do appuntamento a venerdì prossimo!

Vuoi partecipare anche tu al #venerdìintervista? Contattami mandandomi un messaggio privato, con una mail a martina_federica@hotmial.it (specifica nell’oggetto chi sei e cosa vuoi) o in un commento. il Mercoledì metterò l’anteprima del TUO romanzo e il venerdì l’intervista.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015