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Intervista #10 – Lay Ramirez

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Benvenuti visitatori de “L’isola di Skye” nella nuova rubrica del VENERDI. #venerdìintervista. Oggi conosciamo e parliamo con Lay!

!Ciao Lay, benvenuta sull’Isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda…

Iniziamo dalle domande di rito…

Chi sei? Sono un’artista triestina, ma dalle origini variegate. Una sognatrice, forse anche un po’ idealista, una ex viaggiatrice ma col viaggio ancora nel sangue, una nomade costretta alla stanzialità e una passionale. Scrivo, creo artworks personali o su commissione, mi piace realizzare filmati e occuparmi del montaggio, se sono costretta mi dedico anche alle animazioni digitali. Amo mio marito e tutti gli animali e la natura.

Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Ho già osato nella prima risposta! [In effetti abbiamo apprezzato molto!]

La tua paura più grande in questo momento qual è? Temo di non riuscire ad occuparmi di tutto ciò che vorrei e di perdere motivazione e stimoli, un problema che mi ha già afflitto in passato.

Descrivi te stesso attraverso:

un colore: tutti, tranne il grigio e il viola scuro

un profumo: sandalo

un fiore: rose e girasoli

un animale: (tutti) lupo e tigre

un luogo: la giungla tropicale

un libro: Difficile dare una risposta…Alcuni libri mi hanno davvero cambiato prospettive e altri mi hanno insegnato a scrivere. Scelgo ancora una volta Cuore di Tenebra di J. Conrad perché è uno dei pochi che ho riletto più volte (anche per esigenze esterne) ma ogni volta ho scoperto qualcosa di nuovo che mi apriva altri orizzonti di pensiero. E poi c’è il grande Shakespeare, di cui preferisco Macbeth. Attuale nonostante siano passati più di 400 anni…In lui si legge l’umanità intera.

una canzone: Pacific Coast Highway delle Hole

Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Capita a tutti, prima o poi. Io ho attraversato un brutto momento che si è concluso un anno fa circa, con alti e bassi. L’ho superato reagendo, tirando fuori risorse che avevo dimenticato e soprattutto “rispolverando” me stessa. E infatti ho pubblicato il mio romanzo, finalmente, dopo anni che sonnecchiava nel cassetto!

La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatempi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? Influiscono moltissimo, nel bene e nel male. Spesso fatico a trovare tempo per me, per stare da sola a riflettere e scrivere, anche a leggere ma allo stesso tempo la mia famiglia mi nutre di sentimenti e di stimoli e soprattutto crede in me. Contemporaneamente vorrei avere più tempo da dedicare ai miei animali. [Animali? Vogliamo sapere quali animali hai!]

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Io scrivo con uno pseudonimo e molte persone a me vicine (gli amici, ad esempio) non sanno nulla di questa parte. Non è una cosa positiva perché forse, se lo sapessero, potrebbero agevolarmi nella promozione. Una mia amica, tempo fa, dopo aver letto un mio articolo inviato ad un quotidiano locale, ha esclamato: “Che bene che scrivi, secondo me dovresti fare la scrittrice!” Sono scoppiata a ridere…Ma non le ho detto che in effetti avevo già scritto un romanzo. [Male! molto male!]

Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Datti una mossa! Credi in te stessa! Lo dico alla me stessa ventenne, con la testa brulicante di sogni ma senza concretezza.

Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Credo di avere una scrittura particolare che può mettere in difficoltà un lettore che si aspetta qualcosa di scontato che nella mia opera non c’è. Anche nell’ultima recensione che la bravissima Lisa Molaro ha scritto sul mio libro questo aspetto emergeva. Da una parte posso accarezzare il lettore con parole e descrizioni idilliache e un minuto dopo creo espressioni taglienti e crude. Per me non esistono solo il bianco e il nero, ma ci sono infinite sfumature a cui voglio dare vita.

Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Finora ho scritto e pubblicato solo un romanzo. Poi ho diversi scritti inediti. È una risposta che potrò dare meglio forse tra qualche tempo. In generale credo che mi interessi approfondire le contraddizioni dell’animo umano e le difficoltà di relazione in una società superficiale come la nostra.

Dopo aver pubblicato “Una ragazza tranquilla”, che progetti hai? Ho già cominciato a scrivere il prossimo libro. È un romanzo molto difficile da scrivere, e sto ancora “covando” alcune dinamiche.

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Vorrei avere molto più tempo per leggere e me ne rammarico. Preferisco la narrativa del passato e quella contemporanea. [Tutte vorremmo avere più tempo!]

C’è un libro che rileggeresti mille volte? Mille volte no…Ci sono autori che non ho apprezzato in passato e che forse potrei riprendere in mano per comprenderli meglio.

Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Di studiare bene il mondo del self publishing prima di pubblicare e di essere agguerrito. Di scrivere e leggere molto non limitandosi ad un unico libro. E di non scoraggiarsi mai.

Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Riprendere a fare grandi viaggi avventurosi come anni fa in giro per il mondo. Raggiungere più persone che seguano ed apprezzino ciò che scrivo. Vivere nella natura.

Che rapporto hai con gli animali? Sono un’attivista per i diritti degli animali, organizzo eventi per le campagne a loro dedicate e se riesco vado alle manifestazioni nazionali o ne organizzo nella mia città insieme ad altri attivisti e associazioni. Fino a qualche anno fa ero anche volontaria nei rifugi, ora non lo faccio più per alcuni motivi ma se mi chiedono aiuto in un canile o gattile io ci sono. Vivo con un cane e una gattina che adoro e sono vegana (per scelta etica, ovviamente). Per me gli animali e la natura sono una delle cose più importanti per cui lottare. [BRAVA LAY]

Parliamo adesso un po’ del tuo libro…

Titolo: Una ragazza tranquilla

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 176 nell’edizione cartacea

Formato: ebook e cartaceo

Dove lo si può acquistare (links): Su Amazon http://www.amazon.it/gp/product/B018MLKXK0?*Version*=1&*entries*=0

Dicci in non più di dieci righe di cosa parla. La ragazza tranquilla è Margherita, una giovane che vive un’estate infuocata tra Trieste e Staranzano. La sua non è una storia qualunque e nasce in una provincia addormentata dove il rumore della sera si posa sui prati e culla i sonni di una famiglia perbene, ignara dei veri sentimenti di Margherita e delle sue avventure. E’ anche la storia di una scoperta e di un cambiamento, quando uno sconosciuto si insinua nella sua vita e distrugge lentamente il piccolo mondo di consolidati affetti che circonda da sempre la ragazza. L’uomo non ha nemmeno un nome ma alla protagonista ciò non importa: sarà lei a chiamarlo, a conferirgli un’identità, in qualche modo quasi a crearlo, riempendolo delle sue aspettative e delle sue speranze. Dopo il loro incontro nulla sarà più come prima e un finale inaspettato rivelerà il vero volto dei due protagonisti.

Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Perché è un libro attuale, parla di un’insoddisfazione esistenziale e della conoscenza di sé e degli altri.

È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Sì, è il mio primo libro.

Perché proprio il genere della narrativa contemporanea? Voglio trattare temi di attualità e allo stesso tempo fantasticare su scene e storie forti, che destabilizzino il lettore, aprire scenari inaspettati pur attingendo alla realtà.

– Il personaggio principale di “Una ragazza tranquilla” è ? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi. È una giovane donna che sta per diventare adulta. Annoiata, sognatrice, egoista.

Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? È il tema centrale della mia storia. Attraverso una relazione clandestina, in cui sono principalmente i corpi a conoscersi, la protagonista si troverà di fronte una sé stessa inaspettata e riuscirà, alla fine, ad ottenere ciò che vuole.

Vive una storia d’amore? Con chi? Non è una storia d’amore tout court. Molti si sono aspettati infatti la classica storia d’amore a lieto fine, ma non è così. In realtà è più una storia intima e passionale che a tratti coinvolge l’amore e sconvolge la protagonista. Una relazione tra Margherita e uno sconosciuto dalle origini balcaniche.

Se una mattina lui/lei si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Se ne andrebbe via, il più lontano possibile.

Se si svegliasse animale (o se è un animale se si svegliasse uomo) cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe una gatta affettuosa ma che esige rispetto e comprensione. E soprattutto indipendenza (ma forse parlo di me?).

Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Non mi calcolerebbe neppure!

Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Staranzano e Trieste? Inizialmente, nella prima stesura dell’opera, non c’era una vera collocazione geografica proprio perché mi piaceva l’idea che il lettore potesse immaginarla in un contesto proprio, senza le forzature della me autrice. Non avevo ancora concluso la scrittura che mi è stato consigliato di scegliere con precisione un luogo dove ambientarlo, in modo da rendere la storia più autentica e quindi ho scelto la mia terra, che si presta molto bene.

Oltre a scrivere …, ti sei cimentata in altre forme. Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, cartine, etc… Sì, ho fatto tutto da sola, dalla copertina al booktrailer e ho anche ideato e creato una miniserie di chapter trailer, cioè brevi video ispirati ad alcuni capitoli del mio romanzo. Ma vengo dal mondo della grafica che è il mio lavoro principale e quindi dal punto di vista tecnico non ho incontrato grandi difficoltà, mentre nella scelta delle immagini e dei filmati è stata dura. Lo è sempre quando si decide per sé stessi.

Quando ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato il tuo progetto? Mio marito è il mio fan e il mio critico personale numero uno. Sottopongo a lui le mie opere quasi sempre prima di farle vedere al resto del mondo.

E-book o Cartaceo? Prima di pubblicare il mio romanzo ero abituata ai libri cartacei, poi mi si è aperto il mondo degli ebook e sono felice. Leggere con un e-reader è molto comodo e anzi mi ha spinto a leggere di più.

Su cosa sei solita scrivere? Scrivo su programmi open source come Libre Office e Open Office, mille volte meglio degli altri della Microsoft.

Come è nata la cover? Un mio grande difetto è la fretta. Quando ho pubblicato il mio romanzo, una decisione presa da un giorno all’altro, non vedevo l’ora di vederlo online e disponibile per la vendita. Quindi ho preparato una cover velocemente, anche perché ero curiosa di vedere gli sviluppi soprattutto della pubblicazione. Poco dopo, con più calma, ne ho preparato un’altra che è quella attuale. Mi piaceva l’espressione malinconica e pensierosa della ragazza e volevo che apparisse anche un’immagine vera, attinente alla storia e così ho scelto una foto scattata da me sul Carso triestino. [WOW ci va coraggio a mettersi in copertina, complimenti Lay!]

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Dovrebbe essere una storia più complessa e ricca di sfaccettature. Molto più cupa della precedente e con un pizzico di magia che si intreccia alla realtà. Sarà di nuovo una donna, improvvisamente sola e smarrita, a lottare per riemergere e lo farà con tutte le sue forze e forse anche con la violenza. Molto probabilmente anche in questa storia, e forse più della precedente, gli animali avranno un ruolo chiave.

Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

“In quella corsa si risvegliava folle e libera, si riappropriava di sé stessa. Arrivò in una località lì vicino, a pochi chilometri da casa. Tutto era immobile, mentre l’eclissi ammutoliva ogni cosa. C’era un’atmosfera inquieta d’attesa. Lì si era sentita smarrita, svuotata, annullata da quella libertà sconosciuta.” da Una ragazza tranquilla di Lay Ramirez

RINGRAZIAMO tantissimo Lay per questa favolosa intervista e  per averci concesso il suo tempo. Vi consigliamo vivamente di cercare il suo romanzo su Amazon! Io vi do appuntamento a venerdì prossimo con una doppia nuova intervista.

Vuoi partecipare anche tu al #venerdìintervista? Contattami mandandomi un messaggio privato, con una mail a martina_federica@hotmial.it (specifica nell’oggetto chi sei e cosa vuoi) o in un commento. il Mercoledì metterò l’anteprima del TUO romanzo e il venerdì l’intervista.

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015

7 Risposte a “Intervista #10 – Lay Ramirez”

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