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INTERVISTA #34 – AUTUMN SAPER

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Bentornati amici e amiche al venerdì in cui sfidiamo voi autori a mettervi in gioco con le nostre domande. Questa volta tocca a un’autrice nostra. 😉

AUTUMN SAPER

 

Ciao Autumn, benvenuta sull’isola di Skye. Grazie per averci dato l’occasione di conoscerti e porgerti qualche domanda. Iniziamo dalle domande di rito…

Grazie a voi per ospitarmi. Sono davvero felice di essere qui!

– Chi sei? Mi chiamo Autumn, sono umbra di nascita ma milanese d’adozione e vivo con mio marito. Ho un cane che non dà retta a nessuno e comanda come fosse una Regina e noi i suoi sudditi. In famiglia mi chiamano “La viaggiatrice”, perché se sto troppo tempo ferma mi sento infelice e sale prepotente l’esigenza di partire. Per fortuna ho un marito con la stessa Sindrome di Wanderlust e appoggia ogni mia folle idea.

– Quando te lo si chiede tu dai una risposta standard. Se dovessi osare, che cosa risponderesti a noi? Risponderei che molte cose di me si apprendono leggendo i miei libri. I miei ragazzi hanno tutti una cosa che li caratterizza che è strettamente collegata a me. La follia di Chester e la boccaccia sfrontata? Mie. La propensione a fasciarsi la testa prima di essersela rotta di Ezram? Eccomi. C’è tanto di me qua e là nelle loro personalità.

– La tua paura più grande in questo momento qual è? Perdere alcune certezze.

– Descrivi te stesso attraverso:

un colore: Rosso

un profumo: Pepe rosa

un fiore: Tulipano

un animale: Cane

un luogo: Praga

un libro: “Raccontami di un giorno perfetto” di Jennifer Niven

una canzone: “Let’s hurt tonight” degli One Republic

– Ti è mai capitato di attraversare un periodo in cui ti sentivi smarrita? Come hai fatto a superarlo? Spesso. Tendenzialmente aspetto che passi. Cerco di non fare niente che possa peggiorare la situazione e vado avanti con la vita di tutti i giorni.

– La tua vita reale, il tuo lavoro, i tuoi passatemi e la tua famiglia come influiscono sulla tua scrittura? In sostanza influenzano il tempo che ho a disposizione per scrivere. A volte ho quel pensiero fisso che è come un tarlo e vorrei tanto scriverlo al computer, ma magari ci sono altre cose che hanno la precedenza e devo rimandare. Vivendo però molto lontana dalla famiglia, mi rimane comunque abbastanza tempo libero per poter scrivere. Il problema è convincere il mio cervello a collaborare! *ride*

– Chi ti sta intorno conosce questo tuo lato? Come si approcciano con la te scrittrice? Scrivendo romance male to male e conoscendo le opinioni a riguardo in famiglia, nessuno sa che scrivo. Lo sanno solo mio marito e una delle mie migliori amiche (che è anche la poveretta che subisce tutti i miei testi quando ancora non sono stati riletti).

– Se potessi parlare con la te stessa del passato, quanto indietro andresti e cosa le diresti? Andrei agli anni della scuola e le direi di godersi di più quel periodo. Di fare più le cose che ama piuttosto che quelle che deve fare per far contenti gli altri.

– Spesso nella scrittura c’è un’impronta che ci distingue dalla “massa”. Nella tua quale pensi sia? Questa è difficile… Onestamente non saprei. Penso forse il senso dell’umorismo? Sono una persona a cui piace ridere, perciò tendo a inserire battute nei miei libri. Spero che il lettore possa ricordare almeno le battute divertenti.

– Quello che hai scritto fino a oggi, ha un filo conduttore? Cosa accomuna tutte le tue opere? Oltre al genere male to male, direi niente. Mi piace spaziare nelle tematiche. Certo, ho una predilezione per l’angst e le storie dai finali tragici, ma a parte questo direi che sono tutte diverse l’una dall’altra.

– Dopo aver pubblicato “Numero sconosciuto”, che progetti hai? Attualmente in ballo ne ho diversi. Innanzi tutto devo scrivere un racconto per un’antologia gratuita, due per due concorsi con CE e finire il terzo libro della serie Wildfire. Poi ho circa quattro o cinque testi iniziati e non finiti che prima o poi vedranno la luce, appena sarò riuscita a mettermi in pari con tutte le scadenze.

– Sei una lettrice? Quali generi prediligi? Amo leggere sin da quando ero bambina e leggo un po’ di tutto, anche se prediligo le storie d’amore.

– C’è un libro che rileggeresti mille volte? Non l’ho letto mille volte, ma una quindicina sì: “Il signore degli anelli” di J. R. R. Tolkien.

– Ti viene chiesto di incoraggiare un autore a diventare self… cosa gli diresti? Non ne ho sinceramente idea. Io non sono mai approdata nel self, perciò sarei completamente inutile a dare consigli.

– Un argomento spinoso attuale è l’uso di uno pseudonimo per pubblicare un genere diverso. Tu lo faresti? Io uso già uno pseudonimo, quindi non credo che ne userei un altro per un altro genere. Tuttavia non mi sento di giudicare chi lo fa, perché avrà le sue ragioni, come io ho le mie.

– Hai trovato la leggendaria Lampada Magica. Quali sono i tuoi tre desideri? Il teletrasporto, la serenità per me e la mia famiglia, un lavoro stabile.

– Che rapporto hai con gli animali? Li adoro! Tutti, nessuno escluso! Certo, urlo come una pazza quando vedo un ragno, ma sono dettagli! *ride* I pelosetti mi piacciono davvero tantissimo. Se incontro un cane per strada non posso evitare di toccarlo. Penso che siano la rappresentazione vivente di quanto può essere puro e totale l’amore su questa terra.

Adesso parliamo un po’ del tuo libro…

Titolo: Numero sconosciuto

Genere: Contemporaneo

Pagine: 279

Formato: ebook

Dove lo si può acquistare (links): Su Amazon (https://www.amazon.it/Numero-sconosciuto-Wildfire-Vol-1-ebook/dp/B075V6FL33/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1506672555&sr=1-1&keywords=numero+sconosciuto) e sul sito della Triskell Edizioni (http://www.triskelledizioni.it/ebook-numero-sconosciuto-autumn-saper/)

– Dicci in non più di dieci righe di cosa parla.

Parla di Ezram, un poliziotto di Baltimora che una sera riceve un messaggio sul suo cellulare da un Numero Sconosciuto.

Invece di ignorare lo Sconosciuto, finisce col passare la serata a rispondergli e da lì parte una corrispondenza epistolare dell’era moderna che dura molte settimane.

Se all’inizio Ez pensa che l’anonimato sia intrigante, andando avanti e “conoscendo” sempre più lo Sconosciuto, ha il desiderio di scoprire chi è anche di persona.

Inizia così a indagare per cercare di venire a capo del mistero e quando finirà per scoprire di chi si tratta… Non dico di più! Se volete saperlo dovrete leggerlo! *ride*

– Com’è nata l’idea che ha dato vita a “Numero sconosciuto”? Avevo questa immagine nella testa di questo ragazzo sdraiato sul divano a mandarsi messaggi con uno sconosciuto. Da lì è partito tutto quanto.

– Com’è nato il titolo? È stato piuttosto scontato, vista la tematica. Per una volta non ho dovuto sudare sette camicie per trovarne uno adatto! *ride*

– Perché la gente dovrebbe leggere il tuo libro e, come pensi che questa storia possa cambiare il mondo e le persone? Penso che il fatto che potrebbe succedere a chiunque sia un punto a favore. A chi non è mai capitato di ricevere una chiamata o un sms da qualcuno che ha sbagliato numero? È una situazione piuttosto comune, al giorno d’oggi, perciò penso che questo possa far immedesimare il lettore con la storia e i personaggi.

– È il tuo libro di esordio o hai già pubblicato qualcos’altro? Come romanzo, sì. “Numero sconosciuto” è il mio esordio. Ho pubblicato dei racconti per delle antologie gratuite o a scopo benefico, oltre che su Wattpad. Si tratta di “Ventuno ottobre” nell’antologia “World of M/M” il cui ricavato andrà all’associazione LGBTQ “I’m gay, any problem?”, “Una zucca di nome Jack” nell’antologia gratuita “Short but sweet – Tra foglie d’autunno e fiocchi di neve”, “Troy e Jake” nell’antologia “Oltre l’arcobaleno 2 – Il coraggio di essere” edita da Amarganta e il cui ricavato andrà all’associazione LGBTQ AGEDO di Cagliari e “Cocktail d’amore” nell’antologia gratuita “Short but sweet – Seduzione da uomo a uomo”.

– Perché proprio il genere MM? Sinceramente, non ne ho idea! *ride* Ho sempre scritto male to male, semplicemente. È stato naturale come respirare.

– Il personaggio principale di “Numero sconosciuto” è Ezram Kelland? È un essere umano o una creatura fantastica? Descrivicelo con 3 aggettivi.

È un essere umano che può essere descritto con gli aggettivi: divertente, amorevole, coraggioso.

– Durante la trama di consuetudine che il protagonista evolva. Se lo fa, in che modo avviene? Nel mio romanzo la storia tra Ez e Numero Sconosciuto si evolve nell’arco di diversi mesi, perciò la crescita personale di entrambi e come coppia non avviene in un lampo. Ho scelto questa tipologia di crescita perché detesto leggere quei mutamenti di due pagine che mi capita di trovare spesso nei libri; e perché penso che nella vita ci voglia tempo e pazienza per apprendere le lezioni che arrivano. Perciò i personaggi DEVONO crescere, ma coi loro tempi e in maniera coerente con la loro caratterizzazione.

– Vive una storia d’amore? Con lo Sconosciuto, ma anche col suo amico Chester e la sua famiglia. Esistono tanti tipi di amore, ed Ezzy nella sua storia non vive solo quello romantico.

– Se una mattina lui si svegliasse del sesso opposto quale sarebbe la prima cosa che farebbe? Penso che se Ez si svegliasse in un corpo diverso, urlerebbe dallo choc e poi si complimenterebbe con se stesso per il bel figurino che è anche da donna! *ride*

– Se si svegliasse animale cosa sarebbe e come reagirebbe? Sarebbe un cucciolo di cane iperattivo che mordicchia tutto e infastidisce l’intera famiglia. Un po’ quello che fa anche adesso, ma senza che nessuno possa capire quello che dice! *ride*

– Quale sarebbe la prima cosa che ti direbbe se vi incontraste faccia a faccia? Mi sgriderebbe dicendomi: «Ma non potevi darmi uno Sconosciuto meno complicato?», ma poi mi ringrazierebbe perché Sconosciuto è proprio quello che desiderava.

– Perché hai scelto di ambientare la tua storia proprio a Baltimora? La prima cosa che ho immaginato, oltre ad Ez che manda messaggi sul cellulare, è stata la sua numerosa famiglia onnipresente e ingombrante. Considerando il legame strettissimo che hanno, mi servivano dei posti vicini in cui farli abitare, perché mamma Kelland non avrebbe mai sopportato di avere il suo bambino troppo lontano! Conoscevo Annapolis perché è stata casa di un’amica e mi aveva mandato foto e racconti, quindi mi piaceva omaggiarla facendoci vivere la famiglia di Ez. Vicino ad Annapolis – all’incirca alla stessa distanza – ci sono Washington e Baltimora. Considerando che avevo detto che Ez aveva frequentato la scuola di polizia a Washington, ho deciso di farlo vivere a Baltimora, che era anche più vicina alla città natale di Numero Sconosciuto.

– Secondo te, parlando di libri fantasy, quando incide la creazione di un mondo nuovo in una storia? In un fantasy è pressoché fondamentale, a mio avviso. È la base da cui parte tutto. Bisogna raccontare in maniera convincete al lettore questo mondo che non conosce, per far sì che si senta anche lui abitante.

– Oltre a scrivere “Numero sconosciuto”, ti sei cimentata nella promozione da sola? Hai fatto il book trailer, delle immagini con degli estratti, delle card o un blog tour? No. Sono davvero incapace in queste cose! Ho chiesto ad alcune amiche di scegliere loro le citazioni per fare delle card e immagini con estratti, perché io non so quali possano andare bene. *ride* Per fortuna che ci ha pensato la Triskell al posto mio!

– Se ti venisse offerto un servizio di promozione del tuo libro, cosa vorresti che fosse? Uhm… Non saprei. Forse un book trailer, visto che non so neanche da che parte cominciare! lol

– Oltre alla te scrittrice c’è un’altra forma d’arte che ti ispira? Suoni, dipingi…? Da ragazzina disegnavo moltissimo. Adesso ho poco tempo e quel poco che mi rimane tra una cosa e l’altra lo dedico alla scrittura, ma se posso coltivo la passione per la fotografia.

– Hai un blog? Se sì ti va di dirci dove e di cosa tratta? Ho un blog personale (http://autumnsaper.blogspot.it) dove inserisco gli aggiornamenti sui miei lavori, le recensioni ai libri che mi piacciono e alcune esperienze per me significative come i viaggi o eventi particolari.

– Sei una rilettrice di bozze/editor/revisore? No. Detesto rileggere le mie, figuriamoci avere la pazienza di farlo per altri! *ride*

– Quanto ti sei fatta aiutare da chi ti circondava per vedere realizzato “Numero sconosciuto”? Prima di tutto l’ho riletto io. Poi l’ho fatto leggere alla mia amica e successivamente di nuovo io. Dopodiché l’ho mandato alla Triskell e per quasi un anno non ci ho più pensato. È toccato a Francesca Cecchi, la mia editor e responsabile della sezione Rainbow della Triskell Edizioni, fare il lavoraccio e rendere leggibile quello che prima non lo era. Santa donna!

– E-book o Cartaceo? Ormai mi sono adattata agli ebook, anche se l’odore della carta e la sensazione delle pagine tra le dita è impagabile.

– Su cosa sei solita scrivere? Solo al computer. Non avrei mai la pazienza di ricopiare tutto su Word, se scrivessi a mano.

– Hai qualche rito particolare che fai prima di iniziare a scrivere, ad esempio ascolti della musica? Ascoltare della musica durante la stesura di un romanzo o di un racconto è fondamentale. Se non ascolto niente non riesco a concentrarmi.

– Come è nata la cover? Da Barbara Cinelli, presidentessa della Triskell Edizioni, e la sua pazienza. Abbiamo dovuto fare un paio di prove a causa delle mie richieste, ma ne è valsa la pena, visto il risultato finale!

– Ti va di regalarci qualche notizia sulla tua prossima pubblicazione? Ho firmato recentemente per il due della serie Wildfire, “Rincorrendo la felicità”, che sarà su Chester Wood, il migliore amico di Ez. Dovrebbe uscire all’inizio del 2019. Ma se riuscirò a scrivere qualcosa di valido, magari usciranno prima le antologie.

– Condividi con noi una frase, che convinca anche il lettore più reticente ad acquistare il tuo libro….

Visto che un’idea ve la siete fatta, vi metto questo piccolo estratto che parla proprio della storia d’amore tra Ez e il suo Sconosciuto e magari può incuriosirvi!

 

Fremetti impaziente, ma cercai di frenarmi. Poteva anche star mentendo. L’avevo visto fare tante volte. «Perché?» domandai con voce rotta. Sentivo gli occhi bruciare, ma non avrei pianto. «Perché dopo tutto questo tempo?»

«Perché in questi quattro mesi che non siamo stati insieme…» sospirò, sofferente. «Mi sei mancato così tanto, Ez…»

 

Grazie ancora per avermi ospitata! xoxo

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015