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3… 2… 1… Self Help – I dialoghi

#LAngoloDellEditor #ChiediAUnAmica #LIsolaDiSkye #321SelfHelp

Benvenuti Isolani al nuovo appuntamento della rubrica dove potete interagire con Marika, una nostra amica ed editor free-lance che, ogni quindici giorni, ci guiderà alla scoperta del punti più ostici dell’editoria e della correzione di un manoscritto. Questa volta trattiamo uno dei grandi spauracchi di chi scrive e vuole rendere al meglio il proprio progetto…

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 9. I dialoghi

Eccomi di nuovo qui, vi sono mancata?

Come no? Ehi vi ho sentite, sapete???? Mannaggia…

Dai, oggi facciamo una cosa semplice semplice, solo all’apparenza: i dialoghi.

Leggevo, infatti, un po’ di dubbi soprattutto sulla punteggiatura e sull’uso di lineette (–…), caporali («…») e virgolette alte (“…”).

Le case editrici non hanno una linea guida standard, sfogliando i libri vedremo, infatti, alcune usare caporali, altre le virgolette alte o le lineette.

Non c’è una vera e propria regola sull’uso di questi segni, se non quelli di usarli per tutto il testo (no, non è banale… alcuni mettono un po’ di caporali e un po’ di virgolette).

Anche per la punteggiatura nei dialoghi non ci sono regole fisse, alcuni mettono il punto fermo (.) fuori dal caporale finale, se al suo interno ci sono punto esclamativo, di domanda e tre punti. Altri invece non lo mettono. Non è sbagliato, va a gusto personale.

Solo con il trattino lungo (–) c’è una regola: si mette quello di chiusura solo se il periodo non è concluso (es: – Lui ha detto che è vero… – bofonchiò Luigi.) ma non va messo se il discorso si chiude (es: – Lui ha detto che è vero…).

Ma i dialoghi non sono fatti solo da questi segni ma anche dalle frasi interne, naturalmente.

Qui state molto attenti che siano naturali e in linea con il carattere del personaggio, del luogo in cui vive e nel tempo in cui avete ambientato il libro: nel Rinascimento non usavano i nostri modi di dire, né lo stesso modo di interagire con gli altri.

Stesso discorso se lo ambientate nei giorni nostri: un 15enne milanese difficilmente dirà «È altresì inverecondo», non credete?

 

Detto questo: buona scrittura…

 

 

Il consiglio di questa volta purtroppo finisce qui, come sempre la nostra amica ci da suggerimenti utili per migliorare i nostri scritti e ce li semplifica molto per farli facile, ma sentitevi liberi di scriverci se avete dei dubbi. La rubrica è aperta a tutti. Per contattare Marika potete scrivere qui sotto o mandarle una mail a marika022bernard@gmail.com

Ci rivediamo il 1 giugno con una nuova puntata di “3…2…1… Self Help”

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015