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3…2…1…Self Help – #1 La figura dell’Editor

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Benvenuti Isolani al primissimo appuntamento della rubrica dove potete interagire con Marika, la nostra Editor Freelance che ogni quindici giorni ci guiderà alla scoperta del punti più ostici dell’editoria e della correzione di un manoscritto.

Come primissimo punto, abbiamo deciso di proporvi un focus sulla figura professionale, sperando che vi chiarisca un po’ meglio le idee su cos’è e cosa fa.

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 1. La figura dell’editor

Prima d’inoltrarci in discorsi più approfonditi sulla scrittura vorrei chiarire, in questo post, chi è l’editor, cosa fa – o dovrebbe fare! – e cosa no.

In giro sui social network ho notato, infatti, esserci molta confusione su questa importante – oserei dire fondamentale – figura nell’ambito letterario.

Chi pensa di non averne bisogno; chi non si fida a mettere il suo manoscritto nelle mani di uno sconosciuto per timore di venir plagiato; altri, invece, credono basti far leggere la storia a parenti e amici per crearne un capolavoro; qualcuno dice di no perché “poi lo cambia tutto e non lo sento più mio”.

Purtroppo sono tutte idee e timori da sfatare.

Persino lo scrittore più bravo ha bisogno di un professionista a cui affidare il proprio dattiloscritto in quanto delle imprecisioni possono sfuggire anche a lui, che sia il classico errore di battitura, il refuso o la ripetizione.

Parenti e amici sì, vanno bene in caso di una lettura approssimativa e per darvi il loro parere che sarà, comunque, di parte. Potranno dirvi cosa gli piace e cosa meno, ma – se tra di loro non c’è un vero editor – saranno di poco aiuto.

Siete tra coloro che hanno timore di essere plagiati? C’è una possibilità per tutelarvi: stampate il testo concluso, chiudetelo in una busta da spedire a voi stessi in raccomandata con ricevuta di ritorno e che terrete sigillata quando vi arriverà; in questo modo avete la possibilità di inviare la vostra opera a far revisionare in tutta tranquillità.

Desidero smitizzare anche il pensiero di molti nel dire che l’editor cambierà l’elaborato e così facendo non sarà più vostro. No: non è così. A voi spetta l’ultima parola, sempre.

Ma veniamo al dunque: che cosa fa l’editor?

Innanzitutto leggerà con attenzione il materiale, per avere una prima impressione sul vostro modo di scrivere, su vari errori o lacune che ci possono essere di cui non vi siete accorti. Ve ne parlerà dandovi degli spunti su cui lavorare, idee e consigli che sta a voi decidere se accettare e mettere in pratica o meno.

Qualora accettaste, rileggerà l’operato con le modifiche apportate e, all’occorrenza, vi segnalerà ulteriori sviste o errori.

Le riletture variano di volta in volta in base a quanto c’è da svolgere, dalle varie correzioni fatte o da fare e che, di solito, vanno oltre le tre, finché il tutto non sarà pulito e fluido.

Nei compiti dell’editor, ci sono quelli di revisione grammaticale, di refusi e punteggiatura se viene richiesto un servizio base, arrivando a lavorare sulla credibilità dei personaggi, delle ambientazioni, delle concordanze di tempo e luogo (vedrà di far coincidere le date e si parli dello stesso posto) e che non ci siano strafalcioni gravi o meno.

Tutte cose che uno scrittore non vedrà mai in una sua opera, nemmeno alla centesima rilettura. Perché se ne innamorerà, lo saprà a memoria e faticherà a vedere ogni minima sbavatura.

Ecco perché l’editor va contattato e l’editing fatto… per creare assieme un capolavoro che sarà solo e soltanto vostro.

Come l’ultima parola.

 

Adesso tocca a voi, diteci quali sono gli argomenti che vi piacerebbe vedere approfonditi e interagite con Marika per qualsiasi dubbio e domanda.

Questa rubrica è dedicata a tutti i Self e gli scrittori, APPROFITTATENE.

Al prossimo appuntamento con “3…2…1… Self Help”

 

Pubblicato da lisoladiskyeblog

Blog Letterario che promuove e pubblicizza autori italiani di ogni genere nato nel 2015